mercoledì, luglio 10, 2013

L'arista alle pesche e bacche di coriandolo e....non ho voglia, o forse si!!!

Uffff, la verità è che non ho voglia!
Non ho voglia di svegliarmi la mattina e andare in ufficio.
Non ho voglia di fare le pulizie domestiche.
Non ho nemmeno una gran voglia di cucinare, se proprio ve la devo dire tutta.
Ancor più grave non ho nemmeno troppa voglia di mangiare.
E di sicuro non ho voglia di scrivere.

Incagliata in una secca di risorse psico-fisiche, vivrei  a risparmio energetico.

O in alternativa avrei voglia di leggere fino a tarda notte.
Di ascoltare musica in cuffia ad alto volume, un po' come sabato sera al concerto dei Muse all'Olimpico, con la pelle d'oca strisciante e ondate di emozioni che arrivavano da ogni dove.
Ma soprattutto avrei voglia di infilare una manciata di cose in valigia e partire......per dove non lo so, ma partire.

Perchè forse la mia stanchezza stavolta si combatte così, a suon di cose nuove, stancanti, emozionanti, che scombussolano, insegnano, sfidano e riempiono una quotidianità a tratti un po' trita.

Ma le vacanze son lontane, lontanissime, e allora se deve essere novità, che lo sia almeno nel piatto!




Tempo occorrente:
un'ora e quaranta circa

Ingredienti per 2 persone:
400 gr. di arista di maiale
due pesche
un cucchiaio di bacche di coriandolo
una cipolla rossa di Tropea
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
mezzo litro di brodo vegetale

Legare l'arista con una serie di giri di spago da cucina affinchè mantenga la forma (spesso si trova però già legata e si può saltare questo passaggio).
In un mortaio pestare grossolanamente i semi di coriandoli, quindi unire un pizzico di sale e una bella macinata di pepe fresco e miscelare in modo da avere un condimento omogeneo.
Con il mix di coriandolo massaggiare accuratamente la carne in modo da condirla tutta.
Versare in un tegame un cucchiaio di olio e farvi rosolare l'arista su tutti i lati.
Nel frattempo sbucciare sia le pesche che la cipolla e ridurre entrambe a dadolata non troppo fine.
Sfumare l'arrosto con il vino bianco e quando quest'ultimo sarà evaporato unire le pesche e la cipolla.
Versare il brodo vegetale, coprire  e lasciar cuocere a fiamma bassa per circa un'ora e mezza, allungando se necessario con altro brodo.
A fine cottura prelevare l'arrosto, regolare se necessario di sale la frutta e frullare con il minipimer fino ad ottenere una salsa densa ed omogenea.
Servire l'arista affettata con la sua salsa.

Non avevo voglia di cucinare eh, ma questa arista mi ha fatto tornare l'appetito!! :)


giovedì, luglio 04, 2013

Porte e finestre dei miei viaggi


Avrei parlato di cibo.
Di ricette.
Di kefir.
Ne avrei raccontata una delle mie.
Poi ho visto tanti post 
che parlavano di porte e finestre
e sono andata a capire perchè.

E allora non ho resistito.
Sarà che ho tanto bisogno di partire.
Sarà che vorrei altri e nuovi confini da valicare, adesso.
Sarà la forte carica simbolica di quelle aperture che si chiudono.
Di quei serramenti che si aprono.
Sarà che son come metafore.

Cara Monica, queste porte son per te!!!


Le ho scelte per ricordarmi che 
la vita non è uguale ovunque ma gli uomini e le donne sì.......

Matmata, Tunisia, 20 agosto 2009
Foto di Francesca Paris


.......che tutto passa, persino le città,
 e resta solo cielo e terra........
(ma che cielo, e che terra!!!)


Çavuşin, Turchia, 15 settembre 2011
Foto di Andrea Raffaelli


...e che anche dove sembra che tutto caschi a pezzi
la vita si ostina a vincere, con tenacia e un pizzico di poesia!


Fes el-Jdīd, Marocco, 11 settembre 2012
Foto mia (ebbene sì, talvolta anche io!)



martedì, luglio 02, 2013

L'insalata tiepida di lenticchie e barbabietole con salsa allo zafferano e....la famiglia cresce!!!

E qualcuno di voi starà già saltando sulla sedia!!!

Ma nooooo, non è una creatura, e che ve lo direi così????

No, non è neanche un gatto nuovo, qui ci barcameniamo in due umani e cinque gatti in uno spazio misero per cui figuriamoci se posso pensare di prendermi un altro animaletto, e dove lo ficco??? Ma nemmeno un porcellino d'India, un canarino, una tartarughina ......
Poi va a finire che il Fotografo mi mette a dormire sullo zerbino fuori della porta!

E no, se state pensando che mi sia decisa almeno a dar vita ad una piccolissima pasta madre vi state sbagliando ancora, troppa responsabilità, troppo impegno, troppe cure, considerando poi che noi il pane lo mangiamo talmente poco.....oddio, non nego che mi piacerebbe ma siamo realisti, il mio futuro da panettiera è morto quel giorno lì della baguette!!!!

E allora giustamente comincerete a chiedervi di cosa vado farneticando!!! 
Beh, sono lieta di annunciarvi che in casa sono arrivati loro, portati con tanto amore da Zia  Barbara in un vasetto di vetro, bruttini, viscidini, bianchicci ma tanto tanto tanto utili.....e poi a dire il vero mi ci sto affezionando un sacco e, dàgli oggi e dàgli domani, alla fine non mi sembrano più nemmeno tanto brutti! 
Persino Andrea ha smesso di guardarli di traverso e ha cominciato, cautissimamente, ad apprezzarli!

Sono i kefiran, quei simpaticissimi Cosi che nutriti a suon di latte danno in cambio il kefir, una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta appunto dalla fermentazione del latte.
Beh, io me ne sono innamorata!!!

Sono arrivati in casa da un paio di settimane.
Io ogni giorno svuoto il barattolo in cui vivono in un colino, mi prendo la mia produzione quotidiana di kefir, rimetto i Cosi nel loro barattolo, li ricopro di latte e via, loro sono felici e crescono belli paffuti, io sono felice perchè con il loro prodotto posso fare mille cose: bermelo semplicemente così come è, mangiarmelo a colazione con cereali e un po' di miele, frullarmelo insieme a ghiaccio e frutta fresca per una bevanda dissetante nelle ore più calde, e cucinarlo come meglio credo.
Il sapore, fresco e acidulo, è di fatto molto simile a quello dello yogurt magro, la consistenza però è meno cremosa e il procedimento per produrlo molto più elementare.
Il kefir ha tra l'altro delle doti sorprendenti dal punto di vista della salute in tavola, per approfondire le quali vi rimando QUI.

Ma forse la cosa che mi fa più impazzire, lo ammetto, è il pensiero che i miei Cosini, generazione dopo generazione, siano arrivati a me partendo da un'antica tenda nomade del Caucaso attraverso secoli di storie, di mani, di vicende, e vi confesso che ogni giorno, mentre filtro il mio kefir e rinnovo il latte, mi sembra di riscoprire una parte antica di me........

Dunque cari lettori siete avvisati, dopo il periodo pomodorino secco, dopo la fase zafferano, dopo il ciclo pistacchio e dopo l'ossessione per il finocchietto una nuova mania sta nascendo qui, quella del kefir!
Non vi resta che farvene una ragione, rassegnarvi e sperare che passi presto.
In alternativa posso suggerirvi di approfittare della migrazione a bloglovin' per perdermi di vista, almeno per un po'!!!




Tempo di preparazione:
un'ora e dieci (diventano 15 se partite da ingredienti precotti)

Ingredienti per 2 persone:
2 barbabietole fresche, crude (potete sostituirle con quelle precotte)
100 gr. di lenticchie piccole secche (potete sostituirle con quelle precotte)
un bicchiere di kefir (potete sostituirlo con altrettanto yogurt magro)
sale e pepe q.b.
una bustina di zafferano
olio extravergine di oliva
un paio di rametti di timo
un paio di rametti di maggiorana
una foglia di alloro
mezza cipolla

Accendete il forno a 180°.
Eliminate le foglie delle barbabietole, lavate accuratamente le radici con una spazzolina sotto l'acqua corrente e, senza sbucciarle, mettetele in forno per un'ora circa.
Intanto procedete alla cottura delle lenticchie: in una pentola mettete le lenticchie risciacquate, gli odori (timo, maggiorana, cipolla e alloro) e coprite con abbondante acqua, portando poi a bollore.
Abbassare quindi la fiamma (è preferibile che l'acqua non bolla in maniera troppo vivace per non mantenere integre le lenticchie) e lasciar cuocere le lenticchie per una ventina di minuti (a seconda delle dimensioni potrebbe però volerci un po' di più).
In una ciotola mescolare il kefir con lo zafferano, un cucchiaino di sale, un filo di olio e una macinata di pepe fresco fino ad ottenere una salsina omogenea.
A cottura avvenuta sbucciare le barbabietole e tagliarle a fette o cubetti (occhio che scottanoooooo!!!).
Scolare le lenticchie ed unirle alle lenticchie.
Lasciare intiepidire un po' quindi servire con la salsina allo zafferano e, a piacere, con qualche foglia di timo e maggiorana.

L'acido del kefir compensa pienamente la dolcezza delle barbabietole, e le erbe aromatiche e lo zafferano fanno il resto.
Ottima tiepida è buona anche lasciata insaporire e mangiata fredda. 
Per la presenza di verdure e legumi insieme può diventare tranquillamente un piatto unico leggero, colorato e gustoso!





Con questa ricetta partecipo al contest di Colors and Food: Luglio in Viola e Giallo




e al contest Cereali&Co. in Insalata di Kucina di Kiara
in collaborazione con Melandri Gaudenzio




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