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venerdì, ottobre 18, 2013

I bocconcini di riso alla zucca con Gruyére per Swiss Cheese Parade 2013

Chi come me ha aderito entusiasticamente alla chiamata di Teresa sa di cosa sto parlando.

L'attesa del pacco, l'arrivo dello stesso, la frenesia dell'apertura, i meravigliosi formaggi svizzeri, e la voglia immediata e irrefrenabile di mettersi all'opera.

Primo step, doveroso, assaggiare le materie prime. 
Secondo step, riassaggiare per capire meglio.
Terzo step, assaggiare nuovamente per essere proprio sicuri sicuri.
Quarto step, rendersi conto che questi formaggi sono una vera droga e che se non si passa senza indugi ai fornelli finiranno senza ombra di dubbio nel giro di un battibaleno.

All'opera dunque, e che street food sia!




Tempo occorrente:
60 minuti più qualche ora per il riposo

Ingredienti per 2 persone:
150 gr. di riso Originario
200 gr. di zucca decorticata
un cipollotto fresco
formaggio Gruyére a dadini
un uovo intero
una manciata di Parmigiano Reggiano grattugiato
un pizzico di noce moscata
pane grattato
due manciate di semi di zucca non salati
sale e pepe q.b.
10 gr. di burro
olio extravergine di oliva

Portare ad ebollizione l'acqua per la cottura del riso.
Intanto in una padella abbastanza grande far appassire il cipollotto tritato on un cucchiaio d'olio, quindi unire la zucca tagliata a dadini. Lasciarla insaporire un paio di minuti a fiamma vivace, quindi salare, pepare se piace, spolverare con un poco di noce moscata e portare a cottura aggiungendo, se necessario, un filo d'acqua. Frullare quindi la zucca fino ad ottenere una crema omogenea ma non troppo liquida.

Lessare intanto il riso in acqua bollente salata e scolarlo al dente, quindi trasferirlo nella padella con la crema di zucca e lasciarlo insaporire un paio di minuti. Spegnere la fiamma ed unire il burro, il parmigiano e l'uovo intero, mescolando accuratamente.
Lasciar raffreddare e riposare il riso alla zucca per qualche ora.

Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 220°.
Con le mani umide prelevare di volta in volta la quantità di riso necessaria per creare un bocconcino, inserirvi nel cuore un cubetto di Gruyére e modellarlo compattandolo con le mani. 
Tritare grossolanamente i semi di zucca ed unirli al pane grattato, quindi rotolare nella panatura così ottenuta i bocconcini di riso alla zucca. Disporli quindi su una placca foderata con carta da forno, irrorare con un filo d'olio e lasciar dorare in forno per dieci-quindici minuti.

Naturalmente i bocconcini potrebbero anche essere fritti, ma in quel caso suggerirei di procedere passandoli prima in un uovo sbattuto, poi nella panatura e infine.....in padella :)


Con questa ricetta partecipo al contest Swiss Cheese Parade 2013
 di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi dalla Svizzera







lunedì, ottobre 14, 2013

La minestra di lenticchie speziata e....raptus!

Mesi con la testa sotto la sabbia, come gli struzzi.
Giorno dopo giorno a dirmi vabbè, non voglio pensarci oggi, ci penserò domani.
Tappare un occhio, anzi due, con la scusa che chissà, magari a giorni troviamo la casa giusta in cui traslocare e allora farlo adesso è inutile.

Poi una domenica mattina (tarda, tardissima mattina!) un raptus, un fulmine a ciel sereno.
Non ho fatto nemmeno in tempo a finire di dire no, oggi non mi va e un istante dopo, non so nemmeno io come, mi son trovata arrampicata sui pensili della cucina, immersa tra pacchi di pasta, padelle, servizi di piatti, la spugnetta in una mano lo spruzzino nell'altra, a rendere giustizia al mio bisogno di ordine e razionalità in cucina troppo a lungo ignorato.

Ne è uscita fuori una giornata laboriosa ma soddisfacente, ma soprattutto non potete capire cosa non è emerso dalla dispensa.
Di tutto, di più: spezie dimenticate, formati di pasta che non sapevo nemmeno di avere, una quantità di legumi e cereali da far invidia ad un negozio bio, il tutto finalmente censito ed adeguatamente ricollocato.

Parte di tutto ciò è finito in questa minestra, in perfetto equilibrio tra sapori di casa nostra e sapori d'Oriente.




Tempo occorrente:
45 minuti

Ingredienti per 2 persone:
130 gr. di lenticchie secche di Colfiorito
mezza carota
un gambo di sedano
una piccola cipolla novella
un piccolo pomodoro maturo
uno spicchio di aglio intero
un cucchiaino di zenzero in polvere
un cucchiaino di coriandolo in polvere
60 gr. di maltagliati
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.

Sciacquare le lenticchie e versarle in pentola, aggiungendo acqua in abbondanza, la carota, il sedano e il cipollotto. Cuocere in pentola normale per circa mezz'ora, in pentola a pressione per quindici minuti a partire dal fischio.
Intanto in una casseruola, meglio se di coccio, far soffriggere in un cucchiaio di olio lo spicchio di aglio intero. Quando sarà dorato aggiungere il pomodoro privato della buccia e dei semi e tagliato a dadini, lo zenzero e il coriandolo, e lasciar insaporire per 3-4 minuti.
Aggiungere le lenticchie con parte dell'acqua di cottura (la quantità è a piacere e dipende da come preferite le minestre), aggiustare di sale e portare ad ebollizione.
Versare quindi i maltagliati e portare a cottura per il tempo indicato sulla confezione, allungando se necessario con altra acqua delle lenticchie.
A cottura avvenuta servire la minestra calda, completando con un filo di olio a crudo e una macinata di pepe fresco.


venerdì, marzo 15, 2013

"La felicità è una scelta quotidiana" e i mini gateaux di patate (riciclati)



Non so di chi sia questa frase, ma sta di fatto che chiunque l'abbia scritta ha tradotto in poche, lapidarie parole, il mio pensiero in materia di felicità.

"La felicità è una scelta quotidiana"

Non sempre ci riesco, ma il più delle volte scelgo di alzarmi con il piede giusto anche se non ne ho voglia.
Scelgo di sorridere solo perchè brilla il sole.
Scelgo di consolarmi dalla pioggia annusandone l'odore.
Scelgo di cercare la bellezza e la felicità in mille piccole cose, un saluto caloroso, un sorriso, una frase, un fiore, un sapore, una canzone, un abbraccio, le fusa di un gatto, un libro.......

Non ho una vita perfetta, nessuno la ha, ma io ho da tempo scelto di esserne felice, nonostante i problemi.

Felicità, per me, è anche un piatto ben riuscito come questo. 
Lo so, l'idea non è affatto originale ed infatti non sto nemmeno a darvi la ricetta perchè la potete trovare ovunque.
Però la sua crosticina dorata, il suo cuore filante, la sua forma monoporzione, ed il fatto di avere usato solo avanzi per prepararli, beh.....mi ha reso felice :)


Per la realizzazione di questi mini gateaux ho usato:
- i pezzi di patata che mi erano avanzati da questi cuoricini QUI 
- vari pezzi di formaggio da eliminare dal frigo
- gambuccio di prosciutto crudo, tritato

Li ho serviti dopo la vellutata di ieri e devo dire che anche il Fotografo ne è rimasto piuttosto felice! :)

Baci, e buon we!!

venerdì, marzo 08, 2013

Zzzzzzzzzzzzzzzz.......Insalata tiepida di lenticchie e salmone al mandarino

Sarà che ieri sera ho fatto tardino con un'amica (sai com'è, quelle serate che nascono per caso, non te le aspetti, e invece sarà che sei di buonumore, sarà che ti incontri quasi per caso, sarà che non ti vedi da tanto, sarà che da cosa nasce cosa.....).......

Sarà che oltre che pochino ho dormito pure piuttosto male, e a me levatemi tutto tranne che le mie ore di sonno, che poi vado in tilt ed è peggio per tutti!

Sarà anche un po' perchè piove piove piove e io, che nell'altra vita dovevo essere una gatta e qualcosa di lei mi è rimasto attaccato addosso in questa, quando piove mi raggomitelerei al calduccio a sonnecchiare.

Insomma, l'unica cosa che desidero ardentemente in questo momento, con tutta me stessa, è un bel pisolino!
Poche parole dunque oggi, più che altro immaginatemi ronfante......

Prima però una ricetta, semplice, rapida, ma molto, molto gustosa. E' l'ideale compagna del piatto di ieri, e potete servirla come antipasto o come secondo piatto, variando naturalmente un po' le dosi

Ed alle mie care amiche che sentono la mancanza della mia firma, e che già si stavano preoccupando, voglio dire, tranquille ragazze, il lupo cambia il pelo ma non il vizio...guardate qua!  :)



Tempo occorrente:
35 minuti (10 se usate le lenticchie già cotte)

Ingredienti per 2 persone:
100 gr. di lenticchie secche piccole (o una confezione di lenticchie lessate)
2 fette di salmone (piccole se si tratta di un antipasto)
un mandarino
una foglia di alloro
mezza carota
una costa di sedano
mezza cipolla
un rametto di maggiorana fresca (o un cucchiaino di maggiorana secca)
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.


Se usate le lenticchie crude, sciacquare le lenticchie sotto acqua corrente e metterle a cuocere in un'ampia casseruola insieme alla foglia di alloro, la cipolla, la carota ed il sedano. Ci vorranno trenta minuti dal bollore.
Se invece usate quelle in barattolo basterà farle scaldare con l'acqua di vegetazione e gli odori.
Far scaldare una padella antiaderente a fiamma vivace e dopo un paio di minuti adagiarvi le fette di salmone, sciacquate ed asciugate con carta da cucina.
Cuocere il salmone circa tre minuti per lato, salare e spegnere lasciandolo intiepidire.
Scolare le lenticchie e disporle su un piatto da portata.
Privare il salmone di pelle e spine e ridurlo in piccola dadolata, quindi posarlo sopra le lenticchie.
In un barattolo versare il succo di un mandarino, un cucchiaio d'olio, sale e pepe q.b. e la maggiorana.
Chiudere il barattolo con il tappo ed agitare in modo da ottenere una salsina ben emulsionata.
Condire l'insalata con la salsina al mandarino e servire tiepido.

BACI, e buon week end!


venerdì, marzo 01, 2013

Una giornata in cucina e i sedanini in rosa con speck e brie

Oggi mi aspetta una giornata impegnativa, ma anche piacevole.
Passerò il pomeriggio in una cucina, di quelle professionali, insieme a mia sorella e ad un amico, a preparare un menù francese per circa trenta persone!
Curiosi di saperne di più?
Allora ricapitate da queste parti, se sopravvivo ad otto chili di cipolle da affettare vi racconterò tutto!

Vi lascio, al volo, una ricetta gustosa, colorata e rapida, realizzata l'altra sera con un po' di pomodoro che dovevo consumare, qualche stelo di rucola avanzata, un tocco di brie e un po' di speck, di cui tengo sempre un trancio in frigo perchè per me, spesso, basta lui a salvare una cena!

Eccola.....irrinunciabile la mia firma, lo sbaffetto di sugo sul bordo del piatto  :)




Tempo occorrente:
20 minuti

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di sedanini (io Millerighi Delverde)
100 gr. di brie
una fetta di speck tagliata spessa
un mazzetto di rucola
100 gr. di sugo di pomodoro (io ho usato il mio)
un bicchiere di latte
uno spicchio di aglio
un peperoncino
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Portare ad ebollizione l'acqua per la pasta.
In una padella far soffriggere, in un filo di olio, lo spicchio di aglio intero ed il peperoncino. 
Aggiungere lo speck tagliato a dadini, e lasciarlo rosolare 2-3 minuti, quindi unire il pomodoro e lasciarlo cuocere a fiamma vivace.
Privare il brie della crosta e ridurlo a dadini, che aggiungerete al pomodoro insieme al bicchiere di latte.
Far sciogliere il formaggio e, quando la salsa avrà raggiunto la densità desiderata, regolare di sale ed aggiungere quasi tutta la rucola, lavata e tritata.
Cuocere la pasta al dente, scolarla, ripassarla un paio di minuti nella padella con il sugo e servire, completando con la rucola fresca tritata e tenuta da parte.

Buon appetito e buon week-end!


giovedì, febbraio 28, 2013

Non sono brava con le presentazioni, e le torrette di pollo e bietola al forno

Non sono brava con le presentazioni.
In tutti i sensi!

Quando mi presentano qualcuno scatta immediatamente la funzione"pensa a qualunque altra cosa fuorchè al nome di chi ti stanno presentando", cosicchè già tre secondi dopo mi domando come mai, alla mia veneranda età, non ho ancora imparato che almeno in quelle occasioni dovrei fare un piccolo sforzo e rimanere un minimo concentrata.
Così, a breve, son lì che faccio l'inevitabile domanda: "Scusa, non ho capito bene, mi ripeti il tuo nome???".

Lo so, capita....ma a quanti di voi capita che il cervello parta nuovamente per la sua tangente non appena l'interlocutore, gentilmente, ripete il suo nome? 
Perchè in certi casi a me succede anche questo, con il risultato che dopo un paio di volte desisto, e ricorro all'improvvisazione e alle perifrasi per rivolgermi al malcapitato il cui nome non riesco decisamente a cogliere.
Sono quasi diventata una maestra in questa raffinatissima arte! :)

Allo stesso modo non sono brava nella presentazione dei piatti, e immaginare di partecipare ad un contest che ha ad oggetto proprio questo aspetto della preparazione di un piatto, per me è pretenzioso almeno quanto pensare di correre la Maratona di New York.

Ma il contest è di Silvia, che è una ragazza che mi piace un sacco, e ci tengo comunque a non mancare l'appuntamento con lei e allora, in puro spirito "decoubertiniano", chissenefrega! 

Il piatto parte da un'operazione di svuotamento del frigo, quindi da ingredienti semplici e banali, ai quali ho voluto dare un aspetto meno ordinario presentandoli, invece che sparsi per il piatto e separati, sotto forma di colorata "torretta".



Tempo occorrente:
30 minuti

Ingredienti per 2 persone:
300 gr. di bietole fresche
400 gr. di petto di pollo
4-5 fette di speck
un bocconcino di mozzarella
uno spicchio di aglio
un cucchiaio di maggiorana (io ho usato quella secca)
una manciata di polvere di pistacchi (o pistacchi tritati al mixer)
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.

Lavare accuratamente la bietola, tagliarla a listarelle e sbollentarla in acqua bollente per circa 10 minuti.
In una ampia padella far soffriggere in un filo d'olio lo spicchio di aglio, quindi aggiungere la bietola ben scolata, salare e far ripassare per circa 5-10 minuti.
Intanto ridurre il petto di pollo in piccole fette, appiattirle un po', disporle su una placca da forno foderata con carta da forno e condirle con sale, pepe, maggiorana ed un filo d'olio.
Infornare in forno già caldo per circa un quarto d'ora.
Intanto tagliare le fette di speck ottenendo tanti pezzi quanti sono quelli di pollo; allo stesso modo affettare la mozzarella.
Trascorso il quarto d'ora estrarre la teglia dal forno, completare il pollo con speck e mozzarella, e ripassare in forno per altri 3-4 minuti in modo che il formaggio cominci a fondere.
Nel frattempo, con l'aiuto di un coppapasta, disponete su un piatto uno strato di bietole. 
Aggiungere quindi il pollo e completare con una spolverata di pistacchio.
Servire immediatamente!

N. B. Con queste dosi mi sono venute 4 torrette a testa, ma tenete conto che erano piuttosto piccine, del diametro di 6-7- centimetri ciascuna. E comunque noi siamo di appetito :)

Con questa ricetta partecipo al contest di presentazione di Perle ai Porchy




mercoledì, febbraio 27, 2013

La ricerca della primavera e l'iceberg stufata

La leggo dappertutto, la sento nell'aria, questa vibrante, strenua attesa della primavera, dell'esplosione di colori, calore, luce, questo desiderio di aria aperta, di sole, di emozioni nuove.....

Anche io son qua, quasi come un animaletto, ad annusare l'aria, a guardare il cielo, pronta a cogliere le sfumature anche minime che mi dicano, sì, ci siamo, è arrivata!!
Ne ho bisogno come del cibo che mi nutre, come dell'aria che respiro, come dell'abbraccio che anelo, per levarmi di dosso questo grigio, questo torpore, e festeggiare, e sentirmi leggera, quasi nuova.

Ne ho bisogno anche a tavola, per quanto li ami non ne posso più dei sapori invernali, devo rinfrescare il palato, cominciare a giocare con ingredienti nuovi.
Anelo il sapore degli asparagi selvatici, la croccantezza di un carciofo fresco, la delicatezza dei pisellini.....

Ma ancora non li trovo, e scalpito, e sperimento più che mai per cercare di non annoiarmi.
E allora prendo un'insalata e la metto nel tegame, e la cuocio.......


Tempo occorrente:
15 minuti

Ingredienti per due persone:
un cespo di iceberg
una manciata di uvetta
una manciata di pinoli
una manciata di olive nere al forno
uno spicchio di aglio
mezza tazzina di aceto bianco
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.

Mettere a mollo l'uvetta in una tazza di acqua tiepida.
Lavare l'insalata e ridurla a listarelle.
In un tegame far soffriggere uno spicchio di aglio intero in un cucchiaio di olio di oliva, quindi unire i pinoli e lasciarli tostare un paio di minuti.
Aggiungere l'insalata appena scolata, l'uvetta e le olive, coprire e lasciare stufare per circa 10 minuti, fino a quando tutta la sua acqua non si sarà ritirata. 
Regolare di sale e pepe, sfumare con l'aceto e servire ben calda, come contorno o come insolito antipasto insieme a salumi, formaggi e crostini.


P.S. Nella mia ricerca di primavera mi aiuto così, con i miei adorati tulipani.
Li condivido con voi perchè possiate rallegrarvi insieme a me dei loro colori e della loro semplice, elegante bellezza.


martedì, febbraio 26, 2013

La forza della solidarietà e lo strudel salato con spinaci, zucca e semi

Oggi più che mai ho voglia di parlare di cose belle, di quelle che fanno star bene, sentire uniti, credersi forti, abbracciarsi con il sorriso, e pensare che l'essere umano, nonostante tutto, sia una gran bella specie animale.

Ho voglia di parlare del ritorno a casa di un'amica per un fine settimana, della voglia di passare insieme una serata dopo tanto tempo, del suo bisogno di vedere tutte le amiche a lei care in un'unica occasione.
Dell'entusiasmo organizzativo che ci ha coinvolte in dodici, tutte diverse, ognuna con la sua storia, con i suoi impegni, i suoi momenti sì e pure quelli no, tutte ugualmente impegnate a far sì che quella serata fosse unica e speciale, come l'amica che aspettavamo.

Abbiamo deciso di trovarci a casa di una di noi e che ognuna avrebbe portato qualcosa, ed all'ora convenuta eccoci, tutte riunite sotto lo stesso tetto: chi ha portato le lasagne, chi il vino, chi una torta salata, chi ha fatto il dolce e poi, non potendo venire, l'ha mandato. La padrona di casa ha fatto il chili, un'altra è arrivata con le verdurine bell'e pulite per il pinzimonio. C'erano un'insalata di pollo e le pizzette sfoglia, il gateau di patate e gli sformati....insomma, sembrava di stare ad un pranzo di matrimonio!

Tra di noi c'era chi ha perso il lavoro, chi non l'ha mai avuto, chi ha studiato per una vita ma la precarietà è il suo modus vivendi, chi sta rischiando il tutto per tutto per il sogno di una vita migliore e più umana, chi aspetta l'occasione giusta per andarsene; chi aspetta un bimbo, chi ne ha già avuti, e chi non ha il coraggio nemmeno di sognarne uno; chi ha comprato casa per mettere le radici ad una vita nuova di zecca, e chi la sta sognando, qui, in un angolo di questa amata e strana Italia.

Si è parlato di tutto, di raccolta differenziata e di capelli, di uomini che ronfano sul divano e di donne che idem, di mooncup e di poppate, di studio e di verdure di stagione, del lavoro, di viaggi, di sogni, speranze, ricette, esperienze.....ma la sensazione più bella che ho portato a casa è stata che, nel rispetto delle nostre differenze e nel nostro collaborare, sta la nostra vera forza. Nella certezza che nessuna di noi, da sola, avrebbe potuto creare quella serata e che solo tutte insieme l'abbiamo fatto. E nel calore di quei sorrisi, nella stretta di quegli abbracci che solo l'amicizia, l'affetto e il sentirsi solidali, tutti nella stessa barca, possono rendere così veri.



Foto "rubata" un attimo prima che lo strudel lasciasse
casa per raggiungere la festa!

Tempo occorrente:
50 minuti + 30 per far raffreddare la farcia

Ingredienti per 6 persone:
un rotolo di pasta sfoglia
500 gr. di spinaci freschi
300 gr. di zucca decorticata
due fette di prosciutto semidolce
(tagliate spesse)
150 gr. di emmenthaler
uno spicchio di aglio
10 gr. di burro
semi vari a piacere 
(io di zucca e di
sesamo nero)
un tuorlo d'uovo
sale q.b.


Ridurre la zucca a dadini di circa un centimetro di lato e lasciarla cuocere per circa dieci minuti in una pentola coperta, insieme al burro e ad uno spicchio di aglio vestito.

Aggiungere quindi gli spinaci, lavati abbondantemente e ridotti a listarelle. Regolare di sale e portare a cottura le verdure (ci vorranno al massimo altri 10 minuti).

Lasciare intiepidire le verdure, quindi aggiungere il prosciutto crudo, tagliato a dadini piuttosto piccoli, e il formaggio grattugiato.

Disporre la pasta sfoglia su un foglio di carta da forno e stendervi sopra uno strato omogeneo di farcia, ormai intiepidita, lasciando liberi solo i bordi per circa 3-4 centimetri. 
Procedere quindi arrotolando su se stessa la pasta, fino a formare un rotolo che fermerete esercitando una pressione sulle estremità.

Spennellare lo strudel con il tuorlo d'uovo e completare con i semi prescelti.
Trasferire il rotolo in una teglia (io ho usato lo stampo da plumcake che era perfetto) ed infornare a 180° per circa 25 minuti.

Servire, preferibilmente tiepido, come antipasto o come secondo piatto.




martedì, febbraio 19, 2013

I pacchettini di verza fusion per Colors and Food

Il tema di febbraio di Colors and Food mi è piaciuto subito tantissimo e ci tenevo molto a partecipare.
Anche se non sono granchè nelle presentazioni, mi piace molto l'idea di giocare sui colori nella realizzazione dei miei piatti, e quando sono in vena mi diverto ad intonarli ad una stagione, ad un umore, ad un tema.....
Ancor più mi piace l'idea di coniugare questo aspetto cromatico al tema del fusion, che in generale è uno dei tipi di cucina che più amo.

Mi piace, quando vado in viaggio, assaggiare piatti che non conosco, immergermi nelle culture anche attraverso il cibo, gli aromi, gli ingredienti e le materie prime, e non torno mai a casa senza un buon libro di ricette e qualcosa da sperimentare.
Ma poi, quando sono ai fornelli, finisco spesso per cambiare, adattare, sperimentare, mescolare sapori, unire la mia tradizione e quella del paese in questione.....quella fusion è una cucina libera, creativa, fantasiosa, che non conosce limiti nelle sue declinazioni!

Ci ho pensato molto a cosa preparare ma, forse un po' a corto di ingredienti speciali, ed anche un po' di fantasia, non riuscivo a pensare a qualcosa che fosse realmente diverso. Soliti noodles, solito couscous, solito basmati....uhmmmm, no, per Cinzia e Valentina volevo qualcosa di diverso stavolta.
Alla fine ho pensato ad una soluzione un tantino estrema: un piatto molto radicato nella cucina tradizionale italiana (penso, ad esempio, ai Capunet piemontesi, per i quali vi rimando alla bravissima Lory B.), ed un metodo di cottura che invece è tipico di tutto il Maghreb, ovvero la tajine.

Questo tipo di "pentola" ha il pregio di cuocere lentamente gli ingredienti nel loro stesso vapore, rendendone al massimo il gusto ed il profumo. Richiede tra l'altro pochi grassi, ed il risultato di questo esperimento sono stati questi pacchettini gustosi, fragranti e sofficissimi.



Tempo occorrente:
un'ora

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di macinato magro (io di Chianina)
2 salsicce di maiale fresche
50 gr. di Emmenthaler grattugiato 
una decina di foglie di verza
un uovo
un bicchiere di latte
1/2 bicchiere di pane grattugiato per l'impasto
una cipollina novella
uno spicchio di aglio intero
un rametto di rosmarino
qualche foglia di salvia
una tazza di brodo vegetale
sale q.b.
olio extravergine di oliva

Portare ad ebollizione l'acqua in una pentola ed al bollore immergervi le foglie di verza, lavate, e lasciarle cuocere per tre-quattro minuti, quindi scolarle e disporle ad asciugare su un panno da cucina pulita.
In una ciotola abbastanza grande unire la carne, le salsicce spellate, l'Emmenthaler grattugiato, l'uovo, il pane grattato ammollato nel latte, e la parte verde del cipollotto tritato finemente.
Salare ed impastare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
Comporre con questo dieci polpette, schiacciarle leggermente e deporne una su ogni foglia di verza, chiudendola poi su se stessa  e legandola con lo spago da cucina, proprio come un pacchetto.
Disporre la retina spargifiamma sul fornello, quindi la tajine.
In un cucchiaio di olio far soffriggere appena l'aglio e le erbe aromatiche, quindi aggiungere i pacchettini e farli dorare su entrambi i lati.
Quando avranno preso un po' di colore aggiungere il brodo vegetale, regolare di sale, coprire e lasciar cuocere senza scoperchiare per circa mezz'ora.
Trascorso questo tempo far restringere, se necessario, il sughino che si sarà formato, a piacere filtrarlo e servirlo insieme ai pacchettini ben caldi.


Con questa ricetta partecipo al contest Colors and Food il cui tema per febbraio è: 







venerdì, febbraio 15, 2013

"Sostituisci la paura di ciò che non conosci con la curiosità".....e il risotto con porri, caprino e fave di cacao

Cucinare è fantastico perchè tra le altre cose la cucina, secondo me, è una perfetta metafora della vita.
Ma andiamo con ordine.....

Tempo fa vi avevo raccontato di una nuova collaborazione, quella con l'Emporio Ecologico, che mi aveva mandato alcuni prodotti da assaggiare e da provare per il blog.
Beh, con il mix di spezie era facile, e ne son nate diverse ricettine interessanti; con il Riso Venere anche, a me piace tanto, soprattutto con il pesce, e non è stato difficile inventarsi qualcosa di buono.
Ma con le fave di cacao ragazzi, quella sì che è stata un'Odissea!

E sì che appena le ho tirate fuori dal pacco ero felice come una bimba piccola! 
Solo il nome sull'etichetta, Perle di Samarcanda, evocava chissà quali paesaggi, ed emozioni, e piaceri del palato......
E così, sull'onda dell'entusiasmo, decido di assaggiarne una senza porre tempo in mezzo, e non contenta di farla assaggiare anche al povero Fotografo che "per caso" passava di là, curioso come un gatto di vedere quali meraviglie stavano uscendo da quella scatola!

Non l'avessi mai fatto!!! Amare, come il fiele! 
Bocca accartocciata come se avessimo mangiato del cemento. Secco però! 
Smorfie orribili a livello di Urlo di Munch!
E fine di esotici sogni.
Fine, drammatica, del mio rapporto con le fave di cacao.

Riposte in un angolo della dispensa, oltretutto, mi ricordavano ogni volta una tragica delusione.
Ma capitemi, l'impatto era stato terribile.
Ogni tanto ci provavo a cercare almeno qualche idea nel web per capire cosa ci potessi fare, a parte usarle come ghiaino per il fondo dei vasi, ma salvo qualche ricetta dolce niente di niente, il vuoto.

Ah, ma la testardaggine è la mia dote (???) migliore, e così, dai e dai, non potendo resistere a questa bruciante sconfitta, a questa spina nel fianco, ho trovato grazie a Pinterest questa ricetta.
Una speranza! Un faro luminoso! 

E così, alimentata dalla speranza, la paura delle temibili fave di cacao è stata soppiantata dalla curiosità.

Con una delle mie solite rivisitazioni, perchè ormai lo sapete che è più forte di me ma ci devo sempre mettere del mio, i paccheri sono diventati risotto, gli scalogni (che non avevo) son diventati porri, e mantenendo il caprino (Elle, questo è per te!) e le fave di caco, of course, è nato questo sorprendente risotto, in cui la cremosità duetta con la croccantezza del cacao, ed il sapore amaro è del tutto stemperato e reso mite dall'abbraccio degli altri aromi.

Onestamente? Ne è davvero valsa la pena!




Tempo di preparazione:
30 minuti

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di riso Carnaroli
un porro
10 gr. di burro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
80 gr. di caprino fresco
tre o quattro fave di cacao
Parmigiano reggiano
sale e pepe q.b.

Lavare il porro, privarlo della parte verde più dura e della prima foglia esterna, e ridurlo in sottili rondelle.
In una casseruola far sciogliere il burro, quindi unire il porro, salare appena, coprire e lasciar stufare a fiamma bassa fino a che non sarà tenero, allungandolo un poco, se dovesse servire, con dell'acqua tiepida (ci vorranno circa 7-8 minuti).
Unire quindi il riso,  lasciarlo tostare ancora un paio di minuti, e sfumare con il vino bianco, lasciandolo evaporare.
Portare a cottura il risotto allungando con del brodo vegetale tiepido e mescolando spesso.
Quando il risotto sarà cotto, spegnere la fiamma e, prima di servire, mantecare con il caprino e il Parmigiano grattugiato.
Servire completando con le fave di cacao sbriciolate e con del pepe nero macinato al momento.

GRAZIE LUNA!

E in cucina, come nella vita, ricordatevi......




Dedico questo post ad Any, al primo compleanno del suo blog, e alla sua dolcezza! Auguri Any!



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