martedì, aprile 30, 2013

Qualche novità sul contest "Happiness is Homemade"

Ci ho pensato a lungo.
Mi sono consultata con il giudice.
Non contenta, temendo di fare qualche errore fondamentale, ho chiesto ad un'amica decisamente più esperta  di me se era il caso.
E alla fine, convinta e rassicurata, ho deciso!

Cambio le categorie del contest!

Si, perchè quando è nato mi era sembrato più semplice prevederne due, Salati e Dolci, anche perchè non mi aspettavo una grande partecipazione.
Invece strada facendo, ricetta dopo ricetta, mi sono resa conto non solo che il numero cresceva, ma anche e soprattutto che era assurdo e riduttivo paragonare tra loro tanti piatti diversi.

E poi ogni vostra ricetta è stata una cascata di felicità che mi avete donato, e mi sembrava giusto premiarvi più possibile.

Allora, pensa che ti ripensa, sono giunta a questa conclusione: i Salati si divideranno in tre categorie, in modo tale che ogni vostro contributo posso essere valorizzato da una collocazione più adeguata e che lo chef possa più agevolmente valutare le vostre ricette.

Avremo così una categoria "Dalla Terra" che raccoglierà tutte le ricette realizzate con  l'uso di carni, insaccati e via dicendo; avremo una categoria "Dal Mare" con piatti a base di pesce; ed avremo infine la categoria "Dall'Orto" dedicata ai piatti vegetariani e a base di verdure, legumi e cereali.

Di pari passo aumentano i premi che, come ricordo, consisteranno in libri messi a disposizione dallo chef Capano e in alcuni prodotti alimentari da me selezionati come rappresentativi del mio territorio.

E così ho pensato di creare quattro pacchi-premio, uno per ciascuna categoria:
  • un Pacco Dolce, contenente una selezione di mieli speciali (ad esempio di Rosmarino, di Marruca, di Sulla....);
  • un Pacco Dalla Terra, contenente prodotti di norcineria e di caseificio;
  • un Pacco Dal Mare, contenente conserve ittiche della Laguna di Orbetello;
  • un Pacco Dall'Orto, contenente i prodotti e le conserve nati dagli orti di Maremma.

Rimane ferma la regola dei Trenta Minuti e dell'originalità della ricetta e, ove possibile, verranno sempre privilegiate in sede di valutazione le ricette che prevedano l'uso di prodotti di stagione o da filiera corta.

Al più presto aggiornerò il post del contest e provvederò a distribuire le ricette pervenute nelle nuove categorie.

Spero di non aver scontentato nessuno con queste scelte ma vi invito a segnalarmi tranquillamente ogni eventuale problema in merito.

Per oggi è tutto, niente ricetta che sono convalescente...... :)






lunedì, aprile 29, 2013

Che sapore ha la felicità.....

La felicità ha il sapore di un piccolo grande sogno, a lungo covato, coccolato, curato, finchè un giorno non comincia a prendere corpo, sostanza, colore, vita e diventa realtà.

La felicità ha il sapore di un'attesa lunga mesi, centellinata e goduta giorno dopo giorno.

Ha il sapore della vigilia dei grandi giorni, quando per l'eccitazione e l'entusiasmo quasi non si riesce a prendere sonno.

Ha il sapore dolce amaro dell'ansia mista ad impazienza quando il momento tanto importante è quasi lì, a portata di mano, manca veramente poco ormai.

La felicità ha il sapore di un viaggio verso Roma in un venerdì di aprile, il sapore di mille domande, di mille paure, di mille pensieri, di mille telefonate "Dove siete" - "Siamo arrivati" - "Noi siamo ancora per strada che ci siamo fermati a mangiare" - "Ma come a mangiare, sbrigatevi che dobbiamo conoscerci e mica vorremo sprecare altro tempo prezioso!"

La felicità ha il sapore di questi volti.......




....di certe serate lievi e tiepide.....




......di tanti abbracci.......




.....tutti diversi eppure tutti indimenticabili........





Foto di Antonello Corsi -  www.fotomatrimoniroma.it

La felicità ha il sapore dello scoprirsi tutti diversi ma in fondo tanto uguali, uniti da un affetto difficile da spiegare, da una passione, da una curiosità e da una gioia di vivere infinite.



Ha il sapore delle promesse mantenute, delle aspettative premiate, delle sorprese, delle scoperte.......




La felicità ha il sapore della consapevolezza che quello che è successo il 26 e il 27 aprile a Roma non è piovuto dal cielo, che ognuna di noi ha fatto qualcosa per rendere questi momenti unici ed indimenticabili, che tutte abbiamo contribuito a fare di questi due giorni qualcosa di straordinario, ognuna nel suo modo.

Che faccia ha la felicità?
Eccola, la potete riconoscere in ognuno di questi volti.......




Non posso però fare a meno di ringraziare Monica Chiocca, la cui mail dell'otto marzo 2013 ha involontariamente dato il via a tutto ciò. 

Vaty, la cui capacità organizzativa e la cui dolcezza sono state il giusto mix necessario per mantenere in ordine il pollaio.

E Monica Zacchia, la cui generosità, ospitalità e professionalità ci hanno consentito di celebrare il nostro incontro in una location di eccezione, il ristorante ARoma, presso Palazzo Manfredi.
Qui, grazie anche all'accoglienza dell'ottimo staff, abbiamo potuto festeggiare la nostra amicizia, godendo di una vista mozzafiato e di un light lunch delizioso ed accurato preparato esclusivamente per noi dallo chef Giuseppe di Iorio.














IL MENU

Millefoglie di melanzane e zucchine,con ricotta emulsionata al basilico
Involtini di pesce spada,farciti con provola piccante e pomodorini confit
Insalatina di ricciola,con fagiolini,patate e olive taggiasche
Magatello di vitello con misticanza,parmigiano reggiano e riduzione di aceto balsamico
Risotto primaverile al profumo di agrumi e fiori eduli
Nocetta in crosta di asparagi e mandorle!aromatizzati con le erbe del nostro terrazzo

Macaron di lamponi
Tartellette di frutta fresca
Cannoli con crema pasticcera
Mousse di cioccolato all'agricanto
Panna cotta con salsa di fragole
Torta caprese














......ed il piatto signature dello chef, ideato a partire dalla tradizione romana e presentato in anteprima a noi.......
i Cappellotti di panzanella e baccalà alla romana su coulis di Pachino confit e basilico




Ultimo, ma non ultimo, un ringraziamento speciale, tutto e solo mio, a te che hai scattato queste foto, ma soprattutto che hai scelto di essere con me, non solo a Roma il 26-27 aprile, ma sempre, ovunque, ogni giorno.......



E SICCOME LA FELICITA' DA' DIPENDENZA, AL PROSSIMO INCONTRO!!!!



mercoledì, aprile 24, 2013

Sempre meno......

Manca sempre meno.
Questione ormai di un paio di giorni.
Contabilizzabili in termini di ore.
Quarantotto, ora più ora meno.


E invece si è creato un effetto valanga.
Imprevedibile.
Inarrestabile.
Dilagante.
E la forza del gruppo che a me, animaletto piuttosto solitario, non smette mai di creare meraviglia e stupore, ha creato una cosa vera, reale, concreta.
Ognuna ci ha messo del suo.
E il tempo ha fatto il resto.....

Ci siamo dunque, quarantotto ore separano me e una ventina di "colleghe" dal nostro primo incontro reale, vero, concreto, in carne ed ossa.
Persone a cui mi sono affezionata giorno dopo giorno, che ho sempre desiderato guardare negli occhi, il cui abbraccio dal vivo ho sempre sognato, dopo mesi e mesi di abbracci virtuali.
Voglia di scoprirne i volti, i toni delle risate, le sfumature dei sorrisi.

Settantadue ore a sabato, quando un esercito pacifico di circa 75 blogger si riverserà nel centro di Roma.....uno spettacolo, e non solo per noi che saremo protagonisti della giornata, ma anche per chi ci vedrà abbracciarci, ridere e schiamazzare sui prati del Colosseo e poi sciamare compatte verso un lunch da sogno!




Grazie a tutte coloro che hanno reso questa utopia una realtà!
E per chi non potrà esserci, sappiate che comunque vi porteremo davvero un po' con noi!!!

A lunedì :)



martedì, aprile 23, 2013

Di risate, di raduni e di dentici al cartoccio al finocchietto selvatico

Scusate, mi stavo ammazzando dal gran ridere!
Ah, volete sapere cosa mi ha fatto questo effetto???
Vabbè, ve lo racconto....

Avete presente no come capita, che di sito in sito, di blog in blog si parte da una parte e si arriva chissà dove?
Io ero solo passata un attimo a fare una visita alla mia amica Sandra (virtuale, si intende!) ma mentre ero da lei mi è caduto l'occhio sulla sidebar del suo blog....lì una domanda ammiccava, a tratti inquietante: Sei una vera blogger?

Crisi di identità. 

Devo scoprirlo, mi dico mentre trepidante faccio clic su quel link.

Stai a vedere che anche stavolta non c'ho capito niente, magari mi sento una blogger e invece era meglio se per hobby mi davo all'ippica.
E, con animo trepidante, arrivo QUI e, fiato sospeso, comincio a leggere......

Al punto numero uno della check list mi sento appena appena sollevata, ok, questa sono io!
Al punto due sogghigno, ok, questo l'ho fatto, eccome!
Al punto tre non si sfugge, mi riprometto sempre di essere più "parsimoniosa" ma è più forte di me!
Al punto quattro vabbè, su questo non ci piove.
Al punto cinque somiglio abbastanza, anche se di parenti anziani, purtroppo, non ne ho più e non sono in grado di verificare.
Al punto sei, se non ero una grande casalinga prima, figuriamoci oggi che DEVO fare la blogger :)
Il punto sette è da verificare, ma mai dire mai!
Il punto otto è verissimo, e non cercate di convincermi del contrario!
Il punto nove sono io, anche se più che pop direi rockstar, grazie....per il prossimo giorno di mercato stavo valutando uno stage diving dal banco del pesce in effetti!
Pure il punto dieci in fine dei conti torna......

Ma allora sono una blogger per davvero?!?
Cavolo, che emozione :)

E che emozione pensare che i mesi son passati, le settimane sono sfilate una ad una, i giorni son sempre meno, solo tre adesso, e se tutto va bene venerdì a quest'ora sarò in macchina, diretta verso la Capitale, pronta ad abbracciare una ad una le mie Bloggalline!
Sul serio, sono così emozionata che stanotte ho sognato il raduno, non aggiungo altro :)

Vi lascio con una ricetta che in qualche modo fa pendant con quella di ieri perchè, anche se in questo caso non si tratta di un "tesoro di famiglia", per prepararla ho usato il bottino della passeggiata in campagna.
Si tratta di giovanissime barbe di finocchietto selvatico stavolta, che usate per insaporire il pesce hanno conferito al dentice aromi nuovi e freschissimi.
La semplicità, la velocità, il gusto in venticinque minuti!



Tempo occorrente:
25 minuti

Ingredienti per 2 persone:
2 dentici freschi da porzione (o altro pesce a piacere purchè freschissimo, tipo orate, spigole, naselli etc...)
un limone
alcune barbe di finocchietto selvatico
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Chiedere al pescivendolo se vi pulisce il pesce è sempre un'ottima idea :)
Accendere il forno portandolo a 200° C.
Lavare accuratamente i dentici ed asciugarli tamponandoli con carta da cucina.
In una teglia grande disporre un foglio di carta da forno, su cui adagerete una parte delle barbe di finocchio lavate ed intere.
Con un pennello da cucina spennellare con l'olio il pesce su ambo i lati, quindi inserire del limone tagliato a spicchi nella pancia ed altro finocchietto.
Salare, pepare a piacere, adagiare il pesce sul letto di finocchio e completare con le ultime barbette appoggiate sopra.
Sovrapporre un altro foglio di carta da forno e arrotolare i lembi in modo da ottenere un grosso cartoccio ben chiuso (io mi sono aiutata anche con una "saldatura" di carta stagnola!).
Cuocere il pesce in forno per 15-20 minuti e servire ben caldo.

Cercate di non svenire dal'acquolina quando aprirete i cartocci e verrete lambiti dagli aromi di pesce, agrumi e finocchio :)

P.S. Con questa ricetta partecipo al contest Ricette Spontanee di Il Gatto Ghiotto e Rifugio Meira Garneri


lunedì, aprile 22, 2013

Andar per campi e quando a fare di un piatto una cosa unica sono il tempo e la tradizione: l'acquacotta alla cicoria

Un pomeriggio di sole pieno (non come oggi, che oltre ad essere lunedì piove pure!).
Io e i miei genitori.
Una di quelle rarissime occasioni infrasettimanali in cui nessuno di noi ha nulla di urgente da fare.
E così esco presto da lavoro e ci diamo un appuntamento in campagna, lungo un viottolo.
Missione: per loro insegnare, per me imparare, a riconoscere alcune erbe selvatiche.

Due ore di pace, di benessere, di venticello sul viso, di sole sulle spalle, di chiacchiere e di silenzi compiaciuti e beati.

Noi tre, i campi, le ranocchie che gracidano, gli uccellini che cinguettano, niente altro.

Mia mamma individua la cicoria ed io, obbediente e diligente come non mai, imparo a riconoscerla, a coglierla, a pulirla. In quel momento è come se mia nonna, che ricordo tornare a casa felice con i suoi bottini di erbe, fosse lì e abbracciasse soddisfatta sua figlia e sua nipote.
Mi commuovo un po' al pensiero, ed è bello.

Torniamo con buste cariche, ci sono anche bietole selvatiche e finocchietto, abbastanza di che regalare un po' di naturale bontà agli amici e di che sfamarsi almeno almeno per tre o quattro pasti.

E già che ci siamo, mi faccio insegnare la ricetta dell'acquacotta alla cicoria.

Un piatto di una povertà e di una semplicità disarmanti.
Pochissimi ingredienti: cicoria di campo, pane duro, un pomodoretto, un uovo e un po' di pecorino.
Un piatto unico che saziava le famiglie numerose delle campagne a cavallo tra bassa Toscana ed Alto Lazio.
Un gusto incredibile a raccontarsi, e a dire il vero inaspettato data la semplicità degli ingredienti.

A renderlo più speciale la sua origine antica, la sua ritualità, il suo passare di generazione in generazione, ancora fino ad oggi, fino a me.......e credetemi se vi dico che stavolta, alla ricetta originale, non ho cambiato nemmeno una virgola. Volevo che fosse quella, la stessa che fa mia mamma, che faceva mia nonna, che la mia bisnonna bolliva nel camino.....


Tempo occorrente:
un'ora e mezza

Ingredienti per 2 persone:
qualche cespo di cicoria selvatica
uno spicchio di aglio
mezza cipolla
2 uova fresche
pane raffermo (l'ideale è il pane bianco senza sale, a lievitazione naturale, tipico delle nostre zone)
un cucchiaio di passata di pomodoro 
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
Pecorino romano Dop

Pulire accuratamente la cicoria, levando le foglie rovinate ma lasciando il cespo intero.
Lavarla, scolarla e farla sbollentare in acqua bollente per 4-5 minuti.
In una casseruola, o meglio ancora in una pentola di coccio, far soffriggere in un cucchiaio di olio lo spicchio d'aglio intero e la cipolla tritata. 
Quando questi avranno cominciato ad imbiondirsi, aggiungere la passata e farla insaporire 2-3 minuti, quindi aggiungere la cicoria sbollentata.
Mescolare ancora un paio di minuti, quindi aggiungere il brodo tiepido a volontà.
Coprire la pentola e lasciar cuocere a fiamma medio bassa per circa un'ora.
Trascorso questo tempo regolare, se occorre, di sale.
A questo punto aggiungere le uova intere nella minestra bollente, una per volta, come fareste per le uova alla coque.
Servire la zuppa calda in piatti su cui avrete già disposto pezzi di pane raffermo (o tostato), completando ogni piatto con un uovo, un filo di olio a crudo, un pizzico di pepe a piacere e una ricca spolverata di Pecorino grattugiato.

Andrea, che non ama la cicoria, ne ha fatti fuori due piatti....non so se mi spiego :)

E non potevo che dedicare questo piatto all'Earth Day 2013!!!


P.S. Con questa ricetta partecipo al contest Ricette Spontanee di Il Gatto Ghiotto e Rifugio Meira Garneri





venerdì, aprile 19, 2013

Di bestiole, di bloggers e di asparagi gratinati con uovo in camicia e crema leggera al tartufo

Ispirata da altissimi esempi ho ultimamente deciso di intraprendere uno studio che, ne sono certa, avrà incommensurabili risvolti sul piano sociologico e un impatto sulla comunità scientifica ad oggi ancora molto difficile da valutare.

Si tratta di bestiole e di bloggers.
Non siate precipitosi, piano con le domande, ora vi spiego tutto.

Al di là di tutte le differenze di sesso, provenienza geografica, età, stato di famiglia, filosofia del cibo, è un dato assodato che su un campione di tot bloggers circa il 98% ha un animale.

Spopolano i gatti, spavaldamente in testa alla classifica.
Fateci caso.
Chi non ha il suo gatto come immagine del profilo ha almeno una sua foto insieme al gatto (me compresa!).
Chi non ha la foto insieme al gatto ha comunque un servizio fotografico sui pelosi di casa nella sidebar, destra o sinistra non importa.
I casi estremi, quelli che non hanno nemmeno il book, appena nomini comunque un gatto si squagliano e si autodenunciano...."siiiiii, anche io ho uno due tre quattro gatti"....alè, lo sapevo che non sfuggivi alle statistiche! :)

Alcuni casi poi sono eclatanti: come non citare la Dani di Cucina Libri e Gatti, che ne aveva tre, poi ha perso il suo Bimbo, ha pianto tutte le sue lacrime ed anche di più, si è asciugata gli occhi, si è fiondata al gattile e ha ristabilito il numero perfetto adottando la piccola Stella?!? 

E vogliamo parlare forse di Elle, che oltre ad Asia e Kahlua è ormai universalmente nota per le sua caprette?!?

Io stessa, non per dire, ma alzo di parecchio la media con le mie cinque pupille dell'occhio destro. 
Ne ho di tutti i colori, di tutti i pesi, di tutti i caratteri e di tutte le fattezze....vedere per credere!!!



E non sto a farvi la lista di chi ne ha solo uno. 

E se il gatto non c'è ci potete mettere la mano sul fuoco c'è il cane.
Sebbene un'esigua minoranza rispetto ai gatti, il miglior amico dell'uomo occupa tuttavia un posto di tutto rispetto nella blogosfera.
E anche qui non starò a farvi la lista!

E se proprio proprio proprio non c'è nè un gatto nè un cane, non tirate conclusioni affrettate perchè magari, di nascosto, la blogger tiene una gallina!

Allo stato attuale degli studi la scienziata, ovvero io stessa medesima di persona personalmente, sta cercando di stabilire la connessione tra questi dati e di fornire un valido modello interpretativo del fenomeno.
Chissà che voi non possiate guadagnarvi un pezzetto di gloria insieme a me, aiutandomi a formulare delle ipotesi di lavoro?!?

Ed a proposito di bestie e bloggers, non posso non emozionarmi al pensiero che tra una settimana precisa sarò in viaggio per Roma, in ansia e felice come una bimba piccola, perchè starò per conoscere, di persona e in un colpo solo, tutte le mie amiche che chiamare virtuali è ridicolo, vista la loro vicinanza e concretezza anche solo attraverso il web le BLOGGALLINE!

Vi lascio, e vi auguro un buon week-end, con un piattino di quelli rapidi e sfiziosi!!




Tempo occorrente:
25 minuti

Ingredienti per 2 persone:
20 asparagi
2 uova
50 gr. di pecorino con tartufo
una tazzina di latte
un cucchiaio di pane grattato
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Accendere il forno a 200°.
Lavare gli asparagi, privarli della parte legnosa del gambo, asciugarli e disporli in una teglia da forno.
Condirli con sale, pepe, un filo d'olio, spolverarli con il pane grattato e mescolarli in modo che il condimento sia uniforme, quindi infornare e lasciar cuocere per circa un quarto d'ora.
Intanto mettere a bollire una casseruola con l'acqua per la cottura delle uova.
Una volta cotti disporre gli asparagi su un piatto e procedere alla preparazione delle uova in camicia (illuminante questo video).
Adagiare le uova sugli asparagi e servire con una salsina ottenuta facendo sciogliere il pecorino al tartufo in pochissimo latte. 
In alternativa potete grattugiarlo direttamente sull'uovo.

Non smetterete tanto presto di leccarvi i baffi, ve lo garantisco!
Baci!!!

giovedì, aprile 18, 2013

Un dejeuner sur l'herbe e la trota salmonata al timo limone con verdurine al forno

Giovedì è giorno di mercato qui.
E con la bella stagione diventa naturale, per me e la mia amica Giulia, andare là a passare la pausa pranzo.

All'una esatta si esce, in due minuti si raggiunge Piazza del Mercato, si fa la coda al banco e si fa la spesa per pranzo, si raggiunge il parchetto vicino, ci si accomoda sull'erba e "Buon appetito!".

Può essere un mezzo pollo allo spiedo, un cartoccio di frittini misti, un panino con il tacchino arrosto (quello vero, non il salume), un paio di spiedini, non importa....l'importante è essere all'aperto, al sole, in mezzo ai bambini che giocano, alle badanti in libera uscita, ai ragazzi innamorati che si baciano sulle panchine, ma soprattutto quello che importa è lordarsi ben bene le mani, senza scrupoli!

E sì, perchè quelle mani unte sono il simbolo della nostra libertà, del nostro anticonformismo, del nostro modo di vivere la vita!
Strana bestiola Giulia, infatti mi ci ritrovo tanto! :)

E dopo il pic-nic, dopo le chiacchierate, dopo il caffè, si rientra a lavoro: è pesante ma non importa, dopo quel dejeuner sur l'herbe tutto sembra migliore!

A Giulia, un'altra Giulia, e al suo Andrea, un'altro Andrea, era invece dedicato questo piatto. 
Nel menù veniva dopo i tagliolini di ieri.

Io ho scelto di cucinare così due belle trote salmonate, ma potete scegliere di usare qualunque pesce vi piaccia, a patto che lo troviate fresco!
Questo, a differenza delle seppie, me lo son fatto pulire.

A dire la verità non mi era venuto perfetto, ma confesso di essermi dimenticata l'olio e di averlo aggiunto all'ultimo momento, per cui le trote sembravano più lesse che arrosto....però voi ce lo metterete, perchè siete più svegli di me, ed avrete un piatto perfetto in trenta minuti! ;)




Tempo occorrente:
30 minuti

Ingredienti per 2 persone:
una trota salmonata da sei/sette etti
due patate novelle medie
due o tre carote novelle
due o tre zucchine novelle
alcuni rametti di timo limone
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Accendere il forno a 200°.
Sciacquarlo accuratamente ed asciugarlo con carta da cucina.
Salare su entrambi i lati e all'interno, se necessario ed il pesce è grosso praticare dei taglietti obliqui anche sui fianchi e salare anche lì.
Pepare a piacere e riempire la pancia e gli eventuali taglietti laterali con i rametti di timo limone.
Disporre il pesce così condito su una placca da forno, foderata di carta da forno e completare con un filo di olio.
Lavare accuratamente tutte le verdure, usando in caso anche una spazzolina per patate e carote, ridurle quindi a una dadolata di circa mezzo centimetro di lato (senza sbucciarle), condire con sale, pepe, foglioline di timo limone e un poco d'olio, quindi aggiungere nella teglia insieme al pesce.
Infornare il tutto per circa 20 minuti e servire il pesce ben caldo insieme al contorno di verdure novelle.





mercoledì, aprile 17, 2013

I tagliolini neri con seppie ed asparagi

Scusatemi, il post di ieri è stato un po' pesante ma a volte alcune cose mi fanno scattare una molla di ribellione alla quale difficilmente riesco a resistere.

Oggi in compenso cercherò di farvi distrarre un po' con questi tagliolini.

L'idea di accompagnare seppie ed asparagi l'avevo vista su un vecchio numero de La Cucina Italiana, se non ricordo male quello di maggio 2011 o giù di lì. 
Non mi convincevano però i fusilli, ci vedevo meglio una pasta lunga, e nemmeno del tutto il procedimento, che prevedeva di scottare le seppie prima di cucinarle.

Sabato sera avevo a cena dei carissimi amici, avevo promesso asparagi ma avevo voglia di pesce, quindi quale occasione migliore per provare questo piatto?

Quindi sabato pomeriggio si va a fare la spesa, si comprano le seppie fresche dal pescivendolo ed Andrea, che è goloso quanto se non più di me, mi propone di usare dei tagliolini al nero di seppia.
E certo che sì, ottima idea!
Però non avevo il tempo per farli io con le mie manine, ma un pastificio artigianale ci ha soccorso e così eccoci a casa, lui a preparare la tavola (è il suo compito, oltre che fotografare i piatti) e io a preparare la cena.

A questo punto io, che faccio tutto sempre facile e tendo a rimuovere le cose, apro il cartoccio delle seppie e all'improvviso mi ricordo che pulirle non è sicuramente una delle cose più piacevoli del mondo!
Perchè "sguillano" dalle mani, macchiano di nero, sfuggono da tutte le parti e, non ultimo, è anche un'operazione un po' macabra.

Ma vediamo nel dettaglio come si fa, nel caso vi venisse voglia di cimentarvi in questa operazione.

Innanzitutto armatevi di forza e coraggio, lo so, son brutte brutte, ma anche tanto buone!
In caso di panico recitate un mantra.
Se non basta ricorrete agli psicofarmaci.

Personalmente prima di dare il via alle operazioni vi consiglierei di mettervi dei guanti altrimenti finirete per trovarvi le mani macchiate di nero, come me, per giorni e giorni. 

A questo punto prendete la prima seppia, guardatela, convenite con me che è bruttina forte, ma da una parte fa anche un po' pena poretta!

Respirate, fatevi forza e con decisione separate la testa dai tentacoli.

A questo punto potete decidere il da farsi a seconda di come vi piace affrontare le cose della vita: potete continuare a separare teste dai tentacoli fino alla fine delle seppie e poi passare allo step successivo; oppure, se non amate la ripetitività, passate subito alla fase due dell'operazione.

Prendete dunque la testa della seppia numero uno, ed esercitando una minima pressione sfilate il famoso osso di seppia, sì, quel coso lì, duro, piatto ed ovale.

Ora arriva il bello: la seppia si aprirà e rivelerà tutta la schifezza che ci sta dentro e voi, calmi ed imperturbabili, rimuoverete il tutto senza lamentarvi nè fare versacci nè tantomeno dire parolacce (tanto avete bevuto una boccetta di Lexotan, no?!?!)

Fatto questo sciacquate bene la seppia sotto acqua corrente e guardate come sembra già più commestibile!
Ma non esultate, non siete nemmeno a metà strada!

Adesso dovrete spellarla, e lì vi ci voglio. 
Perchè farlo senza infamare la povera bestia non è certo un gioco da ragazzi. 
Ma è lì che si vede la vera classe!

Per cui cercate di afferrare la pelle da un angolino, un po' come si fa con gli stickers, e di tirarla. Dovrebbe venire via tutta intera, o quasi....no? 
Non vi riesce??? 
E ci credo, c'avete i guanti!!!

Levate i guanti e ricominciate, sempre senza parolacce.
Fatto??? Noooo?
Riprovate!

Fatto??? Noooo?
Riprovate!

Fatto??? Noooo?
Riprovate!
Fatto??? Siiiiiiii!
Perfetto!
Vi sentite sollevati??? Sbagliate!

Perchè ora vi aspettano i tentacoli!

Prendete un ciuffetto, guardatelo, è ancora più bruto della testa! 
Tra l'altro ci son quei due poveri occhietti fradici che vi guardano.

Brrrrrr....reprimete il brivido, distogliete lo sguardo, pensate alla cena e con un paio di forbici tagliate via la parte degli occhi e del becco.

A questo punto ci sta anche che vi parta uno schizzo di roba. 
A me è successo.
Calma, non è ancora il momento di imprecare.
Sciacquate le mani, asciugatele, pulite la cucina e ricominciate da dove eravate rimasti!

Riprendete il ciuffetto, lavatelo bene e cercate di levare più pelle possibile.
Ottimo, la seppia numero uno è andata!
Peccato ce ne siano un altro tot!

Ora potete imprecare!

Anche perchè nel frattempo squillerà almeno un paio di volte il telefono, se avete uno o più gatti tenteranno di dare la scalata al lavandino arrampicandosi sulle vostre gambe e piantandovi ben bene gli artigli, passeranno a farvi visita i testimoni di Geova e varie altre amenità allieteranno il vostro lavoro.

Ma io ho estrema fiducia in voi, anche perchè se ho imparato io può farlo chiunque.

E se vi venisse in mente di comprare le seppie decongelate già pulite (io onestamente un pensierino ce l'avevo fatto!) ricordatevi sempre quello che mi ha detto la mia pescivendola: "Quelle rimangono CALLOSE".....

Brrrrrrr, no no, dammi quelle sudicie che me le pulisco! :)



Tempo occorrente:
20 minuti per la pulizia delle seppie + 20 minuti 

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di tagliolini neri 
un paio di seppie di dimensioni medio-piccole
un mazzetto di asparagi
uno spicchio di aglio
un peperoncino
prezzemolo tritato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Pulire le seppie (ihihihihihi) e ridurle a striscioline sottili.
In un'ampia padella far soffriggere lo spicchio d'aglio ed il peperoncino in un cucchiaio di olio, quindi unire le seppie tagliate e farle cuocere a fiamma media, fino a che non avranno riassorbito tutto il loro liquidino (ci vorranno circa 10 minuti).
Sfumare con il vino bianco, alzare la fiamma e lasciar evaporare, quindi unire gli asparagi che nel frattempo avrete pulito e ridotto a rondelle.
Regolare di sale, allungare con un poco di acqua tiepida o di brodo vegetale, coprire e lasciar cuocere il sugo per altri 5-6 minuti.
Spegnere avendo cura che rimanga un bel po' di fondo di cottura.
Cuocere i tagliolini al dente, scolarli tenendo da parte un po' dell'acqua di cottura, e saltarli nella padella con il condimento e allungando eventualmente con l'acqua tenuta da parte.
Servire i tagliolini caldi spolverati con un po' di prezzemolo tritato?

Secondo me ne è valsa la pena! 



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