mercoledì, aprile 17, 2013

I tagliolini neri con seppie ed asparagi

Scusatemi, il post di ieri è stato un po' pesante ma a volte alcune cose mi fanno scattare una molla di ribellione alla quale difficilmente riesco a resistere.

Oggi in compenso cercherò di farvi distrarre un po' con questi tagliolini.

L'idea di accompagnare seppie ed asparagi l'avevo vista su un vecchio numero de La Cucina Italiana, se non ricordo male quello di maggio 2011 o giù di lì. 
Non mi convincevano però i fusilli, ci vedevo meglio una pasta lunga, e nemmeno del tutto il procedimento, che prevedeva di scottare le seppie prima di cucinarle.

Sabato sera avevo a cena dei carissimi amici, avevo promesso asparagi ma avevo voglia di pesce, quindi quale occasione migliore per provare questo piatto?

Quindi sabato pomeriggio si va a fare la spesa, si comprano le seppie fresche dal pescivendolo ed Andrea, che è goloso quanto se non più di me, mi propone di usare dei tagliolini al nero di seppia.
E certo che sì, ottima idea!
Però non avevo il tempo per farli io con le mie manine, ma un pastificio artigianale ci ha soccorso e così eccoci a casa, lui a preparare la tavola (è il suo compito, oltre che fotografare i piatti) e io a preparare la cena.

A questo punto io, che faccio tutto sempre facile e tendo a rimuovere le cose, apro il cartoccio delle seppie e all'improvviso mi ricordo che pulirle non è sicuramente una delle cose più piacevoli del mondo!
Perchè "sguillano" dalle mani, macchiano di nero, sfuggono da tutte le parti e, non ultimo, è anche un'operazione un po' macabra.

Ma vediamo nel dettaglio come si fa, nel caso vi venisse voglia di cimentarvi in questa operazione.

Innanzitutto armatevi di forza e coraggio, lo so, son brutte brutte, ma anche tanto buone!
In caso di panico recitate un mantra.
Se non basta ricorrete agli psicofarmaci.

Personalmente prima di dare il via alle operazioni vi consiglierei di mettervi dei guanti altrimenti finirete per trovarvi le mani macchiate di nero, come me, per giorni e giorni. 

A questo punto prendete la prima seppia, guardatela, convenite con me che è bruttina forte, ma da una parte fa anche un po' pena poretta!

Respirate, fatevi forza e con decisione separate la testa dai tentacoli.

A questo punto potete decidere il da farsi a seconda di come vi piace affrontare le cose della vita: potete continuare a separare teste dai tentacoli fino alla fine delle seppie e poi passare allo step successivo; oppure, se non amate la ripetitività, passate subito alla fase due dell'operazione.

Prendete dunque la testa della seppia numero uno, ed esercitando una minima pressione sfilate il famoso osso di seppia, sì, quel coso lì, duro, piatto ed ovale.

Ora arriva il bello: la seppia si aprirà e rivelerà tutta la schifezza che ci sta dentro e voi, calmi ed imperturbabili, rimuoverete il tutto senza lamentarvi nè fare versacci nè tantomeno dire parolacce (tanto avete bevuto una boccetta di Lexotan, no?!?!)

Fatto questo sciacquate bene la seppia sotto acqua corrente e guardate come sembra già più commestibile!
Ma non esultate, non siete nemmeno a metà strada!

Adesso dovrete spellarla, e lì vi ci voglio. 
Perchè farlo senza infamare la povera bestia non è certo un gioco da ragazzi. 
Ma è lì che si vede la vera classe!

Per cui cercate di afferrare la pelle da un angolino, un po' come si fa con gli stickers, e di tirarla. Dovrebbe venire via tutta intera, o quasi....no? 
Non vi riesce??? 
E ci credo, c'avete i guanti!!!

Levate i guanti e ricominciate, sempre senza parolacce.
Fatto??? Noooo?
Riprovate!

Fatto??? Noooo?
Riprovate!

Fatto??? Noooo?
Riprovate!
Fatto??? Siiiiiiii!
Perfetto!
Vi sentite sollevati??? Sbagliate!

Perchè ora vi aspettano i tentacoli!

Prendete un ciuffetto, guardatelo, è ancora più bruto della testa! 
Tra l'altro ci son quei due poveri occhietti fradici che vi guardano.

Brrrrrr....reprimete il brivido, distogliete lo sguardo, pensate alla cena e con un paio di forbici tagliate via la parte degli occhi e del becco.

A questo punto ci sta anche che vi parta uno schizzo di roba. 
A me è successo.
Calma, non è ancora il momento di imprecare.
Sciacquate le mani, asciugatele, pulite la cucina e ricominciate da dove eravate rimasti!

Riprendete il ciuffetto, lavatelo bene e cercate di levare più pelle possibile.
Ottimo, la seppia numero uno è andata!
Peccato ce ne siano un altro tot!

Ora potete imprecare!

Anche perchè nel frattempo squillerà almeno un paio di volte il telefono, se avete uno o più gatti tenteranno di dare la scalata al lavandino arrampicandosi sulle vostre gambe e piantandovi ben bene gli artigli, passeranno a farvi visita i testimoni di Geova e varie altre amenità allieteranno il vostro lavoro.

Ma io ho estrema fiducia in voi, anche perchè se ho imparato io può farlo chiunque.

E se vi venisse in mente di comprare le seppie decongelate già pulite (io onestamente un pensierino ce l'avevo fatto!) ricordatevi sempre quello che mi ha detto la mia pescivendola: "Quelle rimangono CALLOSE".....

Brrrrrrr, no no, dammi quelle sudicie che me le pulisco! :)



Tempo occorrente:
20 minuti per la pulizia delle seppie + 20 minuti 

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di tagliolini neri 
un paio di seppie di dimensioni medio-piccole
un mazzetto di asparagi
uno spicchio di aglio
un peperoncino
prezzemolo tritato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Pulire le seppie (ihihihihihi) e ridurle a striscioline sottili.
In un'ampia padella far soffriggere lo spicchio d'aglio ed il peperoncino in un cucchiaio di olio, quindi unire le seppie tagliate e farle cuocere a fiamma media, fino a che non avranno riassorbito tutto il loro liquidino (ci vorranno circa 10 minuti).
Sfumare con il vino bianco, alzare la fiamma e lasciar evaporare, quindi unire gli asparagi che nel frattempo avrete pulito e ridotto a rondelle.
Regolare di sale, allungare con un poco di acqua tiepida o di brodo vegetale, coprire e lasciar cuocere il sugo per altri 5-6 minuti.
Spegnere avendo cura che rimanga un bel po' di fondo di cottura.
Cuocere i tagliolini al dente, scolarli tenendo da parte un po' dell'acqua di cottura, e saltarli nella padella con il condimento e allungando eventualmente con l'acqua tenuta da parte.
Servire i tagliolini caldi spolverati con un po' di prezzemolo tritato?

Secondo me ne è valsa la pena! 



martedì, aprile 16, 2013

No, non ne parlerò.....

Ci ho pensato su, è la notizia del giorno, ma non ne parlerò.

E non perchè non me ne interessi nulla, o perchè sia rimasta indifferente, ma perchè cosa posso dire che non sia scontato di fronte a quello che è successo? 

E poi perchè parlare solo di questo oggi, allora dovrei parlarvi anche di questo, di questo, e perchè non di questo, e di tutte le altre ferite aperte sulla faccia della terra?

No, non ne parlerò, di niente di tutto ciò.

Vi lascerò una canzone invece.......


Oh, oh - she's the refugee
I see your face - I see you staring back at me
Oh, oh - she's the refugee
Her mama say one day she's gonna live in America
In the morning she is waiting
Waiting for the ship to sail - sail away
Oh, oh - her papa go to war
He gonna fight, but he don't know what for
Oh, oh - her papa go to war
Her mama say one day he's gonna come back from far away
Help me - how can you help me?
In the evening she is waiting
Waiting for her man to come
And take her by her hand
And take her to this promised land
Oh, oh - she's a pretty face
But at the wrong time and in the wrong place
Oh, oh - she's a pretty face
Her mama say one day she's gonna live in America
Yeah, America
Oh, oh - she's a refugee
She's coming back - she's gonna keep you company
Oh, oh - she's a refugee
Her mama say one day she's gonna live in America 

(U2, The Refugee,  from the album War, released in March 1983)






lunedì, aprile 15, 2013

La ricetta per la giornata perfetta e le polpettine vegetariane di lenticchie al sesamo


E' la ricetta per una giornata perfetta.

Noooo, non sono impazzita, e poi mica lo dico io!!

Lo dicono due insigni scienziati, i dottori Sebastian Pokutta e Christian Kroll, l'uno della Jacobs University di Brema e l'altro del Georgia Institute of Technology.

E non finisce qui, che credete.....i due geni, che alla fine hanno anche visto pubblicato il risultato di questa lodevolissima ricerca sul Journal of Economic Psychology, sono arrivati all'illuminante conclusione che  la formula ideale per l'ottimizzazione della propria giornata è passare più tempo possibile dedicandosi alle attività che prediligiamo.
Non ultimo, e noi foodblogger ne sappiamo, 75 minuti da dedicare quotidianamente al cibo.

Ora, io me ce li vedo  i nostri due indefessi scienziati, che si scervellano, analizzano dati, esaminano campioni, tutto allo scopo di scoprire la formula ideale per stare bene ed essere felici. 
Anni e anni di studi e sacrifici per arrivarci.....

Se me lo chiedevano gliela diceva io,  gratis e in due minuti!
Ma io mica ce l'ho con loro eh.....io ce l'ho con chi li paga!!!

Vabbè và, ricetta.....


Tempo occorrente:
50 minuti

Ingredienti per 2 persone:
una patata media
un barattolo di lenticchie lessate (ok, sì, confesso, però erano bio)
un paio di cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
un cucchiaio di trito aromatico (maggiorana, timo, rosmarino, salvia)
un uovo
pane grattato q.b.
due cucchiai di semi di sesamo
un mazzetto di barba di frate
sale q.b.
olio extravergine di oliva

Lavare accuratamente la patata e metterla a lessare intera (io in pentola a pressione ci ho messo circa un quarto d'ora dopo il fischio, senza pentola a pressione ci vorranno circa 25 minuti).
Scolare la patata, sbucciarla e passarla allo schiacciapatate.
Scolare anche le lenticchie, frullarle al minipimer e trasferirle in una ciotola insieme all'uovo, al Parmigiano, ed alle erbe aromatiche.
Amalgamare tra loro gli ingredienti, regolare di sale ed aggiungere mano a mano il pane grattato necessario fino ad ottenere un composto ben modellabile.
Prelevando gli ingredienti con un cucchiaio modellarli in tante polpettine, che passerete poi in altro pane grattato mescolato con i semi di sesamo.
Le polpettine possono essere sia fritte in olio ben caldo (opzione più gustosa ma meno light) che cotte al forno a 180° per una ventina di minute, irrorate con un filo d'olio.

Io le ho cotte al forno, servite su nidi di barba di frate lessata e semplicemente condita con sale, olio e un poco di limone, e accompagnate da una salsina fresca e rapida ottenuta scaldando della salsa di pomodoro (quella mia homemade) con degli aghi di rosmarino, qualche goccia di tabasco e un cucchiaino di salsa Worcester.

E, tra prepararle e consumarle,  mi sono aggiudicata i miei 75 minuti quotidiani  dedicati al cibo  :)


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