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venerdì, settembre 20, 2013

I peperoni ripieni e un nuovo look

E' un po' come succede con i capelli, avete presente no???

Passata l'estate si avverte quell'impellente bisogno di farci qualcosa, metterci le mani, andare dal parrucchiere.....a me capita sempre, e subito dopo, se il suddetto parrucchiere sa fare bene il suo lavoro, ci si sente bene, molto bene.
Vai a capire quale strano meccanismo entra in funzione, ma una rispolverata al look ha sempre sorprendenti effetti benefici, almeno a breve e medio termini: ci sentiamo più carine, più curate, più sicure di noi stesse, usciamo da lì come se tutto il mondo non potesse fare a meno di notarci.
Capello nuovo, un bel sorriso, una rinfrescata al trucco e voilà, siamo tutte un po' dive (persino io!!!).

Per i capelli giuro che mi metto presto all'opera, per me i tagli son sempre un po' traumatici e sto ancora cercando di capire cosa vorrei per loro, ma di certo entro breve li porterò dal mio specialista nella speranza che riporti questa criniera leonina piuttosto incolta a somigliare almeno un po' ad una normale capigliatura umana.

Per il blog la stessa cosa. Basta, avevo voglia di cambiargli un po' look, di rinfrescarlo un po', per vedere se magari diventava più carino.
Non sono una grafica, non sono un'esperta e ho bisogno di aiuto.
Quindi siate onesti, siate sinceri, siate al limite crudeli, ma ditemi che ne pensate soprattutto se c'è qualcosa che non vi piace!! Oh, mica mi offendo eh, ve l'ho chiesto io!!! :)

Oggi vi lascio una ricetta abbastanza classica ma che, nel corso della preparazione, mi ha fatto ancora una volta riflettere sull'importanza della qualità delle materie prime che scegliamo, e di quanto la scelta oculata degli ingredienti che mettiamo nel piatto possa fare la differenza in termini di gusto e salute.

I peperoni di questa ricetta vengono dalla Coldiretti e sono a chilometri zero, tra l'altro sono di una varietà che non conoscevo e che mi è piaciuta subito, un po' per la forma insolita che ricorda quella di un pomodoro, un po' per la loro carnosità, per il loro gusto e per la loro digeribilità.

Il tonno......io sul tema del tonno potrei parlare per ore ma per comodità mia e vostra vi invito ad andare QUI, se ne avete voglia,  a vedere cosa dicevo tempo fa.
In questo caso devo ringraziare Silvia Pizzi, di Fratelli Carli, per i magnifici ingredienti che mi ha inviato.
Beh, fidatevi, vi giuro che un tonno così l'ho visto poche volte, roseo e succoso non aveva nulla a che vedere con quella sorta di segatura che spesso ci propinano al supermercato. Un peccato persino pensare di cucinarlo! Per non parlare delle olive taggiasche, che già adoro e metterei ovunque ma che polpose e dolci come quelle non credo di averle mai assaggiate...già sono preoccupata al pensiero di finirle!

Va bene, vi ho messo gola???
Dai allora, vediamo questo piatto!




Tempo occorrente:
40 minuti circa

Ingredienti per 2 persone:
quattro peperoni (come quelli nell'immagine) o due normali
100 gr.di tonno in olio di oliva (io Fratelli Carli)
un uovo
1/2 bicchiere di latte
2 cucchiai di pane grattato
un cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
origano fresco
uno spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
due cucchiai di olive taggiasche (io Fratelli Carli)
mezzo litro di brodo vegetale 
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale q.b.

Lavare i peperoni, privarli della calotta superiore, svuotarli da semi e filamenti e porli a scolare a testa in giù.
In un'ampia ciotola amalgamare il tonno sgocciolato, l'uovo, il parmigiano, il pane grattato lasciato ammollare nel latte e l'origano tritato. Regolare di sale e lavorare con una forchetta fino ad ottenere un composto omogeneo con il quale farcire i peperoni.
In un ampio tegame versare un filo d'olio, aggiungere uno spicchio di aglio intero ed adagiare i peperoni ricoperti con la loro calotta.
Porre sul fuoco a fiamma media facendoli rosolare un pochino, versare quindi il vino bianco e lasciarlo evaporare.
Aggiungere a questo punto il brodo vegetale tiepido, coprire e lasciar cuocere per circa 25 minuti, aggiungere le olive taggiasche, lasciando quindi restringere il sughetto altri cinque minuti.

Servire tiepidi o freddi.

Un grande bacio e buon week-end a tutti e ricordate....spietati eh!!!!

lunedì, luglio 15, 2013

Gli involtini di carpaccio piccanti e oh, no, monday again!!!

Ecco, è volato!

Un week end bellissimo di festa riposo relax sparito in un attimo.
Giusto il tempo di assaporare le emozioni e si torna alla sveglia crudele che suona, ai doveri, al lavoro......che poi dico io, ma se le scuole chiudono per tre mesi di vacanza all'anno nei mesi più caldi, ci sarà un perchè no???

Ecco, io sarei per tre mesi di ferie all'anno, sono sicura che saremmo tutti più felici e produttivi, non siete d'accordo?? Scommetto di sì!

Comunque se per caso anche voi come me nei giorni scorsi non vi siete fatti mancar nulla, se anche per voi il we è stato ricco di brindisi e buon cibo, oggi non perdetevi questo piatto leggerissimo ma gustoso.

E se non vi piace il carpaccio tranquilli, una rapida passata sulla piastra rovente e il gioco è fatto!



Tempo occorrente:
20 minuti

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di carpaccio di chianina freschissimo
tre zucchine freschissime
un mazzetto insalatine novelle miste
un paio di pomodori da insalata
una manciata di olive nere (le mie le avevo fatte insaporire in precedenza con zeste di limone, peperoncino e timo)
pasta wasabi
erbe aromatiche a piacere (io maggiorana e timo limone)
sale q.b.
10 gr. olio extravergine di oliva (io Intini blend Denocciolato)
aceto di mele

Lavare più volte accuratamente, asciugare e spezzattare grossolanamente l'insalata, disponendola in un piatto di portata insieme alle erbe aromatiche.
Lavare, asciugare e ridurre a spicchi i pomodori, appoggiandoli sull'insalata.
Lavare le zucchine, privarle dell'anima e ridurle in bastoncini sottili.
Con una punta di wasabi (poco che è piccantissimo) insaporire ogni fetta di carpaccio, salare un poco, quindi adagiare un mazzetto di bastoncini di zucchina sulle fette e chiudere arrotolando la carne su se stessa (se le fette dovessero essere grandi converrà ricavare due o più involtini da ognuna di esse).
Adagiare gli involtini sul letto di insalata, completare con le olive nere, e servire condito con un'emulsione ottenuta agitando in un barattolo un pizzico di sale, l'olio e poche gocce di aceto di mele.

Freschissimo sia come antipasto estivo che come secondo piatto rapido, è ottimo anche come piatto unico in un pasto leggero.

P.S.: scusate la scarsa eloquenza ma il caldo mi offusca la dialettica! :)


martedì, luglio 02, 2013

L'insalata tiepida di lenticchie e barbabietole con salsa allo zafferano e....la famiglia cresce!!!

E qualcuno di voi starà già saltando sulla sedia!!!

Ma nooooo, non è una creatura, e che ve lo direi così????

No, non è neanche un gatto nuovo, qui ci barcameniamo in due umani e cinque gatti in uno spazio misero per cui figuriamoci se posso pensare di prendermi un altro animaletto, e dove lo ficco??? Ma nemmeno un porcellino d'India, un canarino, una tartarughina ......
Poi va a finire che il Fotografo mi mette a dormire sullo zerbino fuori della porta!

E no, se state pensando che mi sia decisa almeno a dar vita ad una piccolissima pasta madre vi state sbagliando ancora, troppa responsabilità, troppo impegno, troppe cure, considerando poi che noi il pane lo mangiamo talmente poco.....oddio, non nego che mi piacerebbe ma siamo realisti, il mio futuro da panettiera è morto quel giorno lì della baguette!!!!

E allora giustamente comincerete a chiedervi di cosa vado farneticando!!! 
Beh, sono lieta di annunciarvi che in casa sono arrivati loro, portati con tanto amore da Zia  Barbara in un vasetto di vetro, bruttini, viscidini, bianchicci ma tanto tanto tanto utili.....e poi a dire il vero mi ci sto affezionando un sacco e, dàgli oggi e dàgli domani, alla fine non mi sembrano più nemmeno tanto brutti! 
Persino Andrea ha smesso di guardarli di traverso e ha cominciato, cautissimamente, ad apprezzarli!

Sono i kefiran, quei simpaticissimi Cosi che nutriti a suon di latte danno in cambio il kefir, una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta appunto dalla fermentazione del latte.
Beh, io me ne sono innamorata!!!

Sono arrivati in casa da un paio di settimane.
Io ogni giorno svuoto il barattolo in cui vivono in un colino, mi prendo la mia produzione quotidiana di kefir, rimetto i Cosi nel loro barattolo, li ricopro di latte e via, loro sono felici e crescono belli paffuti, io sono felice perchè con il loro prodotto posso fare mille cose: bermelo semplicemente così come è, mangiarmelo a colazione con cereali e un po' di miele, frullarmelo insieme a ghiaccio e frutta fresca per una bevanda dissetante nelle ore più calde, e cucinarlo come meglio credo.
Il sapore, fresco e acidulo, è di fatto molto simile a quello dello yogurt magro, la consistenza però è meno cremosa e il procedimento per produrlo molto più elementare.
Il kefir ha tra l'altro delle doti sorprendenti dal punto di vista della salute in tavola, per approfondire le quali vi rimando QUI.

Ma forse la cosa che mi fa più impazzire, lo ammetto, è il pensiero che i miei Cosini, generazione dopo generazione, siano arrivati a me partendo da un'antica tenda nomade del Caucaso attraverso secoli di storie, di mani, di vicende, e vi confesso che ogni giorno, mentre filtro il mio kefir e rinnovo il latte, mi sembra di riscoprire una parte antica di me........

Dunque cari lettori siete avvisati, dopo il periodo pomodorino secco, dopo la fase zafferano, dopo il ciclo pistacchio e dopo l'ossessione per il finocchietto una nuova mania sta nascendo qui, quella del kefir!
Non vi resta che farvene una ragione, rassegnarvi e sperare che passi presto.
In alternativa posso suggerirvi di approfittare della migrazione a bloglovin' per perdermi di vista, almeno per un po'!!!




Tempo di preparazione:
un'ora e dieci (diventano 15 se partite da ingredienti precotti)

Ingredienti per 2 persone:
2 barbabietole fresche, crude (potete sostituirle con quelle precotte)
100 gr. di lenticchie piccole secche (potete sostituirle con quelle precotte)
un bicchiere di kefir (potete sostituirlo con altrettanto yogurt magro)
sale e pepe q.b.
una bustina di zafferano
olio extravergine di oliva
un paio di rametti di timo
un paio di rametti di maggiorana
una foglia di alloro
mezza cipolla

Accendete il forno a 180°.
Eliminate le foglie delle barbabietole, lavate accuratamente le radici con una spazzolina sotto l'acqua corrente e, senza sbucciarle, mettetele in forno per un'ora circa.
Intanto procedete alla cottura delle lenticchie: in una pentola mettete le lenticchie risciacquate, gli odori (timo, maggiorana, cipolla e alloro) e coprite con abbondante acqua, portando poi a bollore.
Abbassare quindi la fiamma (è preferibile che l'acqua non bolla in maniera troppo vivace per non mantenere integre le lenticchie) e lasciar cuocere le lenticchie per una ventina di minuti (a seconda delle dimensioni potrebbe però volerci un po' di più).
In una ciotola mescolare il kefir con lo zafferano, un cucchiaino di sale, un filo di olio e una macinata di pepe fresco fino ad ottenere una salsina omogenea.
A cottura avvenuta sbucciare le barbabietole e tagliarle a fette o cubetti (occhio che scottanoooooo!!!).
Scolare le lenticchie ed unirle alle lenticchie.
Lasciare intiepidire un po' quindi servire con la salsina allo zafferano e, a piacere, con qualche foglia di timo e maggiorana.

L'acido del kefir compensa pienamente la dolcezza delle barbabietole, e le erbe aromatiche e lo zafferano fanno il resto.
Ottima tiepida è buona anche lasciata insaporire e mangiata fredda. 
Per la presenza di verdure e legumi insieme può diventare tranquillamente un piatto unico leggero, colorato e gustoso!





Con questa ricetta partecipo al contest di Colors and Food: Luglio in Viola e Giallo




e al contest Cereali&Co. in Insalata di Kucina di Kiara
in collaborazione con Melandri Gaudenzio




lunedì, giugno 17, 2013

"Chicchi di gusto" e i miei totani imbottiti di riso al finocchietto selvatico con insalata di pomodori grigliati

Ah, l'estate!!!!

Lo so, a tanti non piace, troppo caldo, troppa fatica, troppo sudore....io non posso farci nulla, l'adoro, sono nel mio elemento!

Sarà che son venuta al mondo in un'afosa domenica di fine luglio, in una delle ore più calde, ma per me l'estate è profumo di vacanza sempre e comunque. 
Anche quando si lavora.

Giornate lunghissime, tramonti dolcissimi, pelle abbronzata e senza trucco, piedi nudi più possibile, vestitini leggeri......e poi a tavola, frutta coloratissima e fresca, verdure succose e vitaminiche, e tanto tanto pesce!

E dunque anche oggi pesce, per la precisione totani!

Anche perchè La Cucina Italiana ha lanciato un nuovo contest dal titolo "Chicchi di Gusto", e io volevo proprio partecipare con una mia ricetta.


"Dovrai inventare una ricetta estiva, 
attenta all’ambiente, 
cucinata con prodotti di qualità stagionali, 
buona da mangiare, 

bella da vedere e da fotografare.

E non dimenticare di utilizzare l’ingrediente protagonista: il riso."

Ed ecco che alla lettura del regolamento il cervello è partito alla ricerca dell'idea, e dopo aver schivato il classico risotto, dopo aver scartato a priori l'inevitabile insalata di riso, dopo essersi a malapena soffermato su crocchette e simili, senza aver nemmeno calcolato le intramontabili verdure estive ripiene, è arrivato qui, a questi totani.


Perchè per me non c'è nulla di più estivo di un piatto di pesce, insaporito da un'erba selvatica estiva come il finocchietto, servito con dei succosissimi pomodori e buono sia caldo che freddo.

Ma veniamo alla ricetta.....




Tempo occorrente:
un'ora circa

Ingredienti per 2 persone:
6-8 totani (possibilmente gia puliti)
100 gr. di riso Arborio
un mazzetto di foglie di finocchietto selvatico
un cucchiaio di pinoli
un grappolo di pomodori di Pachino 
una manciata di capperi
una manciata di olive taggiasche
due spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale q.b.
olio extravergine di oliva


Portare ad ebollizione l'acqua per il riso.
Nel frattempo sciacquare accuratamente i totani e disporli ad asciugare in uno scolapasta (se non sono già stati puliti dal negoziante procedere come indicato qui per le seppie).
A bollore versare il riso nell'acqua, salare appena e cuocere per metà del tempo indicato sulla confezione.
In una padella sufficientemente ampia per far saltare il riso far rosolare in un filo d'olio uno spicchio di aglio e i pinoli, quindi unire il finocchietto lavato e i tentacoli dei totani, entrambi asciugati e tritati finemente.
Coprire la padella e far appassire il tutto per circa cinque minuti.
Scolare il riso e saltarlo brevemente nella padella fino a che il condimento non si sia distribuito in maniera omogenea.
A questo punto farcire le sacche dei totani con la farcia di riso al finocchio e chiuderne le estremità con uno stecchino di legno.
In un tegame abbastanza ampio da contenere tutto il pesce soffriggere in un filo d'olio l'altro spicchio di aglio, quindi unire i totani facendoli dorare a fiamma vivace su tutti i lati per qualche minuto.
Sfumare con il vino bianco, aspettare che evapori e allungare con poca acqua tiepida, coprendo il tegame e portando a cottura (ci vorranno 10-15 minuti circa).
Intanto scaldare una padella antiaderente senza alcun grasso e farvi grigliare brevemente su entrambi i lati i pomodorini divisi a metà, quindi condirli in una ciotola con un filo di extravergine, un pizzico di sale, i capperi e le olive sciacquati ed asciugati.

Servire i totani caldi o tiepidi con il loro sughetto e con l'insalata di pomodorini grigliati.

Ah, naturalmente si consiglia di avere a portata di mano tanto pane perchè ragazzi, ve lo dico, a tutto quel sughetto non si resiste!!! :)

Con questa ricetta partecipo al contest "Chicchi di Gusto", indetto da La Cucina Italiana in collaborazione con Curtiriso




e anche al grandissimo classico Colors and Food di giugno: azzurro e rosso




giovedì, giugno 06, 2013

Ancora Smart Cooking: Méli-melò di riso integrale gratinato

Adoro le sfide!
Piccole o grandi che siano le trovo stimolanti, ci invitano a mettere in moto le nostre risorse fisiche o intellettuali, a superare i nostri confini.
Mi fanno sentire così viva!

Inventare un piatto con determinate caratteristiche è a suo modo una sfida.
Bisogna mettere in moto il cervello, lavorare di fantasia, dare sfogo alla creatività.....un modo come un altro di sfuggire la routine, la monotonia, e non solo a tavola!

Ed è così che ho vissuto l'evento della Parmigiano Reggiano Chef di cui vi parlavo ieri.....ci ho pensato su per qualche giorno, dovevo farmi venire in mente un piatto che rispettasse i principi dello Smart Cooking e che fosse preparato con il Parmigiano Reggiano.

Facile all'apparenza, perchè il Parmigiano è il re delle nostre tavole, e perchè quei principi io li conosco e cerco di applicarli da sempre......ma stavolta volevo qualcosa di diverso dal solito, che non fosse un'insalata, uno sformato, una frittata, una vellutata, una panzanella......
Volevo qualcosa che non avevo mai fatto!

La lampadina mi si è accesa sfogliando un numero speciale di Case&Country dedicato al  food.....méli-melò......cosa è???? 
Bene, in italiano si potrebbe definire un guazzabuglio, termine non certo molto invitante se riferito al cibo. 
Potremmo anche definirlo pasticcio, che va già meglio, ma vogliamo mettere l'indubitale fascino di una parolina francese così graziosa, così curiosa, sembra un gioco da bambini, e per me lo è stato davvero un gioco, divertente, sfizioso, colorato e gustoso!



E così ho deciso, farò un méli-melò!
E ci metterò il riso integrale che avevo bollito per farmi un'insalatina da portare in ufficio, le zucchine trifolate avanzate dalla cena precedente, quelle due fette di prosciutto cotto in agonia, quella mezza mozzarella che sennò va a finire che va a male e quei due pomodorini secchi che devo finire il barattolo........

E già che ci sono, siccome mi piace che si vedano gli strati, lo cuocerò in un barattolo, a costo di vederlo esplodere in forno e di mandare letteralmente in frantumi post e cena in un colpo solo!!!

Sono stata fortunata però, con qualche accortezza* il barattolo ha retto :)




Ma veniamo alla ricetta:

Tempo occorrente:
20 minuti (a partire dagli avanzi già cotti)

Ingredienti per 2 persone:
150 gr. di riso integrale lessato
50 gr. di prosciutto cotto
tre o quattro pomodorini secchi 
un paio di zucchine trifolate (io con cipollotti novelli e maggiorana)
mezzo bocconcino di mozzarella
10 gr. di burro
olio extravergine di oliva
abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato
sale q.b.

Accendere il forno a 180°.
In una padella far sciogliere il burro e saltarvi il riso integrale già lessato (in acqua salata) fino a che non sarà caldo, quindi spolverizzare di abbondante Parmigiano grattugiato e mescolare accuratamente.
Con il mixer tritare insieme il prosciutto cotto e i pomodorini ben strizzati.
Tagliare a dadini minuscoli la mozzarella e lasciarla scolare.
Ungere il fondo e i lati di due terrine monoporzione (o di una singola) e cominciare a disporvi gli ingredienti a strati: le zucchine trifolate, il mix di prosciutto e pomodorini, la mozzarella a dadini ed il riso. 
Pressare bene gli ingredienti, terminare con un'ulteriore spolverata di Parmigiano grattugiato e infornare lasciando gratinare per una decina di minuti.
Servire caldo o tiepido decorando con una fogliolina di maggiorana.

* Vi siete intrippate anche voi con il barattolo??? Allora vada per il barattolo ma se vi scoppia nel forno non prendetevela con me, ancora non ho capito se son stata brava o solo fortunata!
Ad ogni modo io ho scelto un barattolo di vetro spesso, ho usato il forno a soli 150° per 15 minuti, e soprattutto ho messo il barattolo aperto in una pirofila di pyrex piena d'acqua, procedendo ad una cottura a bagnomaria. 
Evitate sbalzi di temperatura quando lo sfornate, quindi non appoggiate il barattolo bollente su una superficie fredda.




mercoledì, maggio 15, 2013

Momento lamento e il pollo alla lavanda e limone

Su dai, concedetemi un momento lamento, magari anche due........non lo faccio quasi mai ma oggi ne sento proprio il bisogno!
E poi se proprio non ve la sentite potete saltare direttamente alla ricetta :)

Momento lamento uno: da fine aprile la salute va a rotoli, nulla di preoccupante, per carità, ma comincio ad essere snervata. 
Ho cominciato con una settimana di febbre e infiammazione al piede destro, a letto, con il termometro e la Tachipirina da una parte e la borsa del ghiaccio e il Voltaren dall'altra. 
Ho proseguito per due settimane con una tosse assurda, vero che ci fumo sopra ma a nulla sono valse tisane, latte e miele, sciacqui e gargarismi vari.
Mi decido infine ad andare dal dottore, il quale mi comunica che ho una tracheite e mi ingozza di medicinali, e non faccio in tempo a rientrare a casa che mi trovo bloccata con la schiena. 
E così sono di nuovo qui, a casa, con l'antibiotico a destra e l'antinfiammatorio a sinistra, il gastroprotettore la mattina e i fermenti il pomeriggio, mi sembra di essere mia nonna, che si scriveva sulle scatole delle medicine quando e quanto prenderne perchè ne aveva così tante che sennò ci si perdeva.......

Momento lamento due: il mio povero blog, la luce dei miei occhi, soffre quanto me! 
Cucino poco, posto poco, non riesco a passare a trovare nessuno,  se prima era mio motivo di orgoglio rispondere a tutti i commenti che mi lasciate adesso non ci riesco e mi sento una pessima padrona di casa. 
E non mi dite che devo stare tranquilla e che capita a tutti, che tanto a me dispiace lo stesso, perchè ho bisogno di curare questo piccolo posto, come fosse casa mia, e vederlo trascurato mi spezza il cuore!

In questo momento un po' sballato però sono riuscita a trovare due perle che mi hanno fatto star bene di morale: una notizia bella, attesa e tanto desiderata da parte di una carissima amica/compagna di avventure, giunta stamani; e la telefonata ricevuta ieri mattina da Ladies and Capital, la registrazione di una mia ricetta per la radio e la notizia che sabato mattina, alle ore 11:50, mi potrete sentire on air sulle frequenze di Radio Capital.....e come direbbe Sandrina, son soddisfazioni!!!!

Bene, che siate sopravvissuti allo sproloquio o che abbiate deciso di saltarlo, vi lascio una delle poche cose che sono riuscita a cucinare in questo periodo. 
Il piatto non è mio ma ho preso ispirazione da La Piccola Cucina Parigina di Rachel Khoo, con qualche piccolo aggiustamento da parte mia.

Era delizioso!




Tempo occorrente:
mezz'ora per la marinatura + un'ora per la cottura

Ingredienti per 2 persone:
450 gr. di pollo nei pezzi che preferite (sovracosce, cosciotti, ali etc.....)
2 cucchiaini di lavanda essiccata
un cucchiaio di miele (io di acacia)
qualche rametto di timo fresco
il succo di un limone
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva (un paio di cucchiai)

Preparare la marinata mescolando insieme, in un contenitore abbastanza ampio, la lavanda leggermente pestata, l'olio, il miele, le foglioline di timo ed il succo di limone, fino ad ottenere una consistenza omogenea.
Adagiare i pezzi di pollo nella marinata e lasciarli insaporire circa mezz'ora, rigirandoli un paio di volte.
Giunto il momento di cucinare il pollo, accendere il forno a 200°.
Versare il pollo e la marinata in una teglia foderata in carta da forno, salare, pepare ed infornare per 45-60 minuti, girando di tanto in tanto la carne.
A cottura avvenuta servire il pollo cosparso con il suo sughetto ed accompagnare a piacere con una bella insalata o, come ho fatto io, con una "macedonia" di verdure di stagione, condite con sale, pepe, olio ed erbe aromatiche e lasciate cuocere in forno, in un'altra teglia, per circa mezz'ora.

P.S.: Con questa ricetta partecipo al contest di L'Ennesimo Blog di Cucina, CRE-AZIONI IN CUCINA, di maggio 







mercoledì, maggio 08, 2013

Si ricucina: lo sformato di ricotta con ratatouille di verdurine primaverili

Ecco, visto come funziona, una cosa incredibile, davvero!
Torna il sole? Torna il buonumore, lo sguardo sereno, il sorriso sulle labbra, si, i soliti problemi non ce li leva nessuno, e chi non li ha, ma è il modo con cui si guarda ad essi ed al futuro che cambia radicalmente!
Mi sembro psicopatica se ci penso, ma mi sto rendendo conto di non essere la sola e mi consolo.
Oggi la cavernicola che è in me si sente al sicuro, si crogiola al sole e si gode la pace, almeno finchè dura!

Ho anche ripreso a cucinare finalmente, e anche se il tempo spesso è tiranno, qualche cosa di nuovo e primaverile è finalmente uscito dal mio forno!

L'idea di fare un piatto del genere mi frullava in testa da un po', e la ricetta della zia Consu me l'ha fatta ricordare.
E così ieri sera, prima di tornare a casa, sono andata a procacciarmi della buona ricotta fresca di pecora, non volevo rischiare che mi passasse di nuovo dalla mente.
Il piatto è semplice e rapido ma molto gustoso. Gli sformatini possono essere serviti sia come antipasto primaverile e leggero, che come secondo piatto con contorno dentro. Io ho optato per questa seconda possibilità, facendoli precedere da una crema di carote tiepida, leggera e vitaminica.




Tempo occorrente:
30 minuti

Ingredienti per 2 persone:
300 gr. di ricotta fresca di pecora
2 uova
un cucchiaio di Parmigiano grattugiato
verdure miste di primavera (io cipollotti, pisellini, fave, carciofi, carotine e zucchine novelle)
un paio di rametti di maggiorana
una grattata di noce moscata
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.

Accendere il forno a 200°.
In una ciotola amalgamare la ricotta, le uova intere, il parmigiano, la noce moscata e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto omogeneo.
Con l'aiuto di un pennello ungere due stampi individuali da forno con poco olio, versare il composto ed infornare per 15-20 minuti circa.
Intanto in una padella far appassire in un filo d'olio la cipollina novella, quindi unire la carota a tocchetti e dopo cinque minuti le rimanenti verdure.
Salare, a piacere pepare, coprire e lasciar cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti, allungando se necessario con un goccio d'acqua.
Servire gli sformatini con la ratatouille di verdure, completando con alcune foglie di maggiorana fresca.

Un grazie particolare lo voglio dedicare alle amiche che mi hanno detto di aver sentito la mia mancanza in questi giorni (anche io ho sentito la vostra!!!) ma anche a tutte voi che mi state riempiendo di ricette per il contest!

Uno, ancora più particolare, lo dedico a Sara che con il suo video ha contribuito enormemente a farmi passare le paturnie e tornare il sorriso! 

lunedì, aprile 22, 2013

Andar per campi e quando a fare di un piatto una cosa unica sono il tempo e la tradizione: l'acquacotta alla cicoria

Un pomeriggio di sole pieno (non come oggi, che oltre ad essere lunedì piove pure!).
Io e i miei genitori.
Una di quelle rarissime occasioni infrasettimanali in cui nessuno di noi ha nulla di urgente da fare.
E così esco presto da lavoro e ci diamo un appuntamento in campagna, lungo un viottolo.
Missione: per loro insegnare, per me imparare, a riconoscere alcune erbe selvatiche.

Due ore di pace, di benessere, di venticello sul viso, di sole sulle spalle, di chiacchiere e di silenzi compiaciuti e beati.

Noi tre, i campi, le ranocchie che gracidano, gli uccellini che cinguettano, niente altro.

Mia mamma individua la cicoria ed io, obbediente e diligente come non mai, imparo a riconoscerla, a coglierla, a pulirla. In quel momento è come se mia nonna, che ricordo tornare a casa felice con i suoi bottini di erbe, fosse lì e abbracciasse soddisfatta sua figlia e sua nipote.
Mi commuovo un po' al pensiero, ed è bello.

Torniamo con buste cariche, ci sono anche bietole selvatiche e finocchietto, abbastanza di che regalare un po' di naturale bontà agli amici e di che sfamarsi almeno almeno per tre o quattro pasti.

E già che ci siamo, mi faccio insegnare la ricetta dell'acquacotta alla cicoria.

Un piatto di una povertà e di una semplicità disarmanti.
Pochissimi ingredienti: cicoria di campo, pane duro, un pomodoretto, un uovo e un po' di pecorino.
Un piatto unico che saziava le famiglie numerose delle campagne a cavallo tra bassa Toscana ed Alto Lazio.
Un gusto incredibile a raccontarsi, e a dire il vero inaspettato data la semplicità degli ingredienti.

A renderlo più speciale la sua origine antica, la sua ritualità, il suo passare di generazione in generazione, ancora fino ad oggi, fino a me.......e credetemi se vi dico che stavolta, alla ricetta originale, non ho cambiato nemmeno una virgola. Volevo che fosse quella, la stessa che fa mia mamma, che faceva mia nonna, che la mia bisnonna bolliva nel camino.....


Tempo occorrente:
un'ora e mezza

Ingredienti per 2 persone:
qualche cespo di cicoria selvatica
uno spicchio di aglio
mezza cipolla
2 uova fresche
pane raffermo (l'ideale è il pane bianco senza sale, a lievitazione naturale, tipico delle nostre zone)
un cucchiaio di passata di pomodoro 
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
Pecorino romano Dop

Pulire accuratamente la cicoria, levando le foglie rovinate ma lasciando il cespo intero.
Lavarla, scolarla e farla sbollentare in acqua bollente per 4-5 minuti.
In una casseruola, o meglio ancora in una pentola di coccio, far soffriggere in un cucchiaio di olio lo spicchio d'aglio intero e la cipolla tritata. 
Quando questi avranno cominciato ad imbiondirsi, aggiungere la passata e farla insaporire 2-3 minuti, quindi aggiungere la cicoria sbollentata.
Mescolare ancora un paio di minuti, quindi aggiungere il brodo tiepido a volontà.
Coprire la pentola e lasciar cuocere a fiamma medio bassa per circa un'ora.
Trascorso questo tempo regolare, se occorre, di sale.
A questo punto aggiungere le uova intere nella minestra bollente, una per volta, come fareste per le uova alla coque.
Servire la zuppa calda in piatti su cui avrete già disposto pezzi di pane raffermo (o tostato), completando ogni piatto con un uovo, un filo di olio a crudo, un pizzico di pepe a piacere e una ricca spolverata di Pecorino grattugiato.

Andrea, che non ama la cicoria, ne ha fatti fuori due piatti....non so se mi spiego :)

E non potevo che dedicare questo piatto all'Earth Day 2013!!!


P.S. Con questa ricetta partecipo al contest Ricette Spontanee di Il Gatto Ghiotto e Rifugio Meira Garneri





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